Chi organizza trasferte internazionali lo sa bene: il passaporto del viaggiatore è anche uno strumento operativo, capace di semplificare o complicare l’accesso a mercati e destinazioni chiave. L’aggiornamento di luglio dell’Henley Passport Index, elaborato sulla base dei dati IATA relativi all’ingresso senza visto nei diversi Paesi, conferma la fotografia scattata a inizio anno: l’Italia si mantiene al quarto posto a livello globale, con accesso senza visto a 186 destinazioni su 227 monitorate.
Singapore consolida il primato
Per il secondo anno consecutivo Singapore occupa la prima posizione della classifica, con un passaporto che apre le porte di 192 Stati. Al secondo posto si collocano Giappone, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti, i cui cittadini possono accedere senza visto a 188 Paesi. La Svezia sale al terzo gradino, a quota 187, in compagnia di Australia, Canada, Repubblica Ceca, Lettonia, Malesia, Nuova Zelanda, Slovacchia e Slovenia.
L’Italia in buona compagnia europea
Il quarto posto dell’Italia è condiviso con un folto gruppo di Paesi europei — Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Spagna — a testimonianza di quanto la mobilità internazionale resti un punto di forza comune per l’area UE. Poco più indietro, in quinta posizione con 185 destinazioni accessibili, si trovano Austria, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera, seguite da Ungheria, Polonia e Regno Unito al sesto posto con 184 Paesi.
Completano la parte alta della classifica, in settima posizione, Australia, Canada, Repubblica Ceca, Lettonia, Malesia, Nuova Zelanda, Slovacchia e Slovenia (183 destinazioni); ottava Croazia ed Estonia (182); nona Liechtenstein e Lituania. In decima posizione, a sorpresa, figurano Stati Uniti e Islanda, con 180 destinazioni raggiungibili senza visto.
Il caso Stati Uniti: un declino ventennale
Il dato più interessante per chi segue le dinamiche della mobilità globale riguarda proprio gli Stati Uniti. Il passaporto americano, che nel 2006 condivideva il primo posto della classifica, è progressivamente sceso fino all’attuale decima posizione: circa trenta Paesi oggi garantiscono ai propri cittadini un accesso senza visto più ampio. Pesa anche il criterio della reciprocità: a fronte di 180 destinazioni aperte ai titolari di passaporto USA, gli Stati Uniti stessi concedono l’ingresso senza visto a sole 46 nazionalità.
Perché interessa i travel manager
Per chi pianifica trasferte aziendali su scala internazionale, questi aggiornamenti non sono solo un dato statistico: incidono direttamente sui tempi di organizzazione dei viaggi, sui costi legati alle pratiche visto e sulla flessibilità nella scelta di rotte e destinazioni per i propri dipendenti. Monitorare l’evoluzione di questi indici resta quindi una buona pratica per chi gestisce la mobilità business a livello corporate.
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