i colori dei passaporti

Passaporto rosso, blu, verde o nero? Ecco perché il colore non è casuale

In questo articolo

Esploriamo il significato nascosto dietro le 4 tonalità ufficiali e scopriamo i dettagli segreti del documento italiano

Non è solo una questione di estetica. Dietro la copertina del tuo passaporto si nascondono alleanze politiche, radici religiose e strategie geopolitiche. Ti sei mai chiesto perché quello italiano è bordeaux, mentre quello americano è blu notte?

Se pensavi che la scelta del colore fosse legata al gusto di un designer, ebbene non è così. Sebbene non esista una legge globale che imponga una tinta precisa, il mondo dei documenti di viaggio è diviso in quattro grandi “famiglie” cromatiche. Ognuna racconta una storia diversa su chi siamo e da dove veniamo.

Ma chi decide le regole?

A dettare gli standard tecnici è l’ICAO (Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile). L’agenzia stabilisce quasi tutto: le dimensioni, la resistenza dei materiali (devono reggere da -1 a 50 °C!), i microchip biometrici e i sistemi anti-contraffazione.

E il colore? Sorpresa: l’ICAO non lo impone. Ogni Stato è libero di scegliere la propria sfumatura, eppure quasi tutti si rifugiano in tonalità scure (più eleganti e meno soggette a mostrare lo sporco). Ecco cosa significano le quattro varianti principali.

1. Rosso Bordeaux: Il “club” dell’Unione Europea

È il colore che abbiamo in tasca noi italiani. Il bordeaux (per i tecnici la tonalità RAL 4004) è stato scelto nel 1981 per uniformare i documenti dei cittadini europei. È diventato un simbolo di appartenenza così forte che alcuni Paesi candidati all’ingresso nell’UE, come la Turchia, hanno cambiato il colore del proprio passaporto proprio in rosso per segnalare la forte aspirazione europea.

2. Blu: Il “Nuovo Mondo” e il post-Brexit

Il blu è il colore dei Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina) e degli Stati Uniti, che lo adottarono nel 1976 per richiamare il blu della bandiera. Ma il caso più celebre è quello del Regno Unito: dopo la Brexit, Londra ha abbandonato il bordeaux europeo per tornare al “vecchio” blu scuro, un gesto simbolico per marcare l’indipendenza politica riacquisita.

3. Verde: Il richiamo della fede

Il verde è predominante nei Paesi a maggioranza islamica (Arabia Saudita, Pakistan, Marocco). Il motivo è religioso: si ritiene che il verde fosse il colore preferito del Profeta Maometto ed è simbolo di vita e natura. È presente anche nei passaporti dell’ECOWAS (i paesi dell’Africa occidentale), come segno di unità economica regionale.

4. Nero: Eleganza e status

Il nero è il colore più raro. Lo usano nazioni come il Ciad o la Nuova Zelanda (dove il nero è il colore nazionale, basti pensare agli All Blacks). Tuttavia, il nero ha spesso un significato funzionale: è il colore standard in quasi tutto il mondo per i passaporti diplomatici, quelli che garantiscono immunità e corsie preferenziali ai funzionari di Stato.

Il passaporto italiano: un gioiello di tecnologia

Il nostro documento, normato dal Decreto ministeriale del 2005, è molto più di un libretto cartaceo. È uno dei passaporti più sicuri e potenti al mondo.

Identità culturale: All’interno, tra le pagine, è nascosto un motivo grafico dedicato al Colosseo.

Sicurezza estrema: La pagina dei dati è in policarbonato e contiene fili fluorescenti, microtesti e reazioni alla luce UV che rendono la contraffazione un’impresa quasi impossibile.

Il colore bordeaux con le scritte in oro e lo stemma della Repubblica non è quindi solo un “vestito”, ma un manifesto della nostra storia, dove niente è casuale.

Leggi Anche: Come fare il passaporto, anche quello urgente. Guida completa per il 2026

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