Il panorama della ristorazione italiana è scosso da una decisione controcorrente: La Coldana, celebre ristorante di Lodi situato in una suggestiva cascina del ‘700, ha deciso di rinunciare ufficialmente alla Stella Michelin.
Dopo tre anni nell’Olimpo della gastronomia mondiale, i titolari Alessandro Ferrandi e Fabrizio Ferrari hanno inviato una lettera formale al direttivo della “Rossa” per comunicare il loro addio. Una scelta che non è una resa, ma una vera e propria dichiarazione di indipendenza.
I titolari: “Torniamo a una cucina fatta per le persone”
La motivazione alla base del “gran rifiuto” è profonda e tocca il cuore dell’esperienza culinaria. Secondo i proprietari, gli standard e le pressioni richiesti dalla guida francese non rispecchiavano più l’anima del locale.
“Vogliamo tornare a un ristorante che ci somigli di più, a una cucina accessibile. La Coldana è un luogo dove si viene per stare bene, per sedersi a tavola, per tornare”.
Cosa cambia per i clienti? L’addio alla stella porta con sé una rivoluzione nel menu e nei prezzi e questo significa alcuni cambiamenti importanti a partire dal menu accessibile: Il costo per una cena completa scenderà a circa 40-50 euro. Il Ritorno alla tradizione: Addio a piatti eccessivamente concettuali o iper-tecnici. Spazio ai classici del territorio come la cotoletta e il risotto. Ma anche la convivialità: Un servizio meno ingessato e più orientato all’accoglienza calorosa che caratterizza la vita in cascina.
Questa svolta arriva dopo l’addio dello chef Alessandro Proietti Refrigeri e segna l’inizio di un nuovo capitolo che mette al centro il “tempo condiviso” piuttosto che il giudizio degli ispettori.
Non solo Lodi: tutti i ristoranti che hanno detto “no” alla Stella
La scelta de La Coldana non è un caso isolato. Negli ultimi anni, diversi chef di fama internazionale hanno deciso di “scendere dalla giostra” per sfuggire allo stress, ai costi insostenibili e alla ricerca ossessiva della perfezione. Ecco i casi più celebri:
- Ristorante Il Giglio (Lucca): nel 2024, i titolari hanno rinunciato al riconoscimento per tornare a essere il “locale di una volta”, per eliminare le pressioni degli standard Michelin.
- Gualtiero Marchesi: il pioniere della contestazione. Già nel 2008, il Maestro della cucina italiana criticò aspramente il sistema dei punteggi, chiedendo di non essere più valutato per ritrovare la propria libertà creativa.
- Sébastien Bras (Francia): uno dei casi più eclatanti al mondo. Nel 2017 chiese (e ottenne) di essere rimosso dalla guida con il suo ristorante tre stelle “Le Suquet”, citando la pressione “folle” che ogni visita degli ispettori generava.
- Marco Pierre White: il leggendario chef britannico fu il primo a restituire le tre stelle nel 1999, affermando che mantenere il riconoscimento lo stava allontanando dalla sua vera passione per la cucina.
- Lorenzo Cogo (El Coq): anche il giovane chef vicentino ha scelto in passato di cambiare rotta, preferendo modelli di business più sostenibili e vicini alle esigenze reali del pubblico contemporaneo.
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