Se oggi avevi in programma uno spostamento veloce in centro o un transfer verso l’aeroporto, potresti andare incontro a un amaro risveglio. Martedì 13 gennaio 2026 l’Italia si ferma: i tassisti hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore che sta già mettendo in ginocchio la mobilità nelle grandi metropoli, da Milano a Roma.
La protesta non è solo locale, ma un grido di battaglia che coinvolge quasi venti sigle sindacali. Il motivo? Una guerra aperta contro le multinazionali e la difesa di quello che i conducenti definiscono un “servizio pubblico essenziale”.
Il blocco ha carattere nazionale, ma è nelle grandi città che si registrano i disagi maggiori. Ecco cosa devi sapere per non restare a piedi:
una sola regione ha deciso di sfilarsi dalla protesta, garantendo il servizio regolarmente. In Umbria la situazione è diametralmente opposta. Per ragioni legate alle decisioni dei bacini locali e alla mancata adesione delle sigle regionali a questa specifica mobilitazione, il servizio taxi a Perugia, Terni e nelle altre località umbre rimane regolare.
Sciopero Taxi 13 Gennaio: la mappa dei disagi
| Territorio | Stato del Servizio | Orari |
| Italia (Nazionale) | 🔴 SCIOPERO | 00:00 – 24:00 |
| Milano / Roma / Torino | 🔴 BLOCCO TOTALE | Intera giornata |
| Umbria | 🟢 REGOLARE | Servizio Garantito |
| Grandi Aeroporti | ⚠️ Forti Ritardi | Possibili presidi |
Perché i tassisti protestano oggi? Lo scontro con Uber
Al centro della rivolta c’è il colosso Uber. I sindacati denunciano un attacco diretto alla categoria e puntano il dito contro l’elusione fiscale delle piattaforme digitali.
“Il fatturato di Uber Italy equivale a quello di oltre 450 licenze, ma le tasse restano all’estero” tuona l’USB Taxi. La rabbia è esplosa anche a causa della sponsorizzazione della multinazionale per le imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026, una scelta definita dai lavoratori come un “paradosso inaccettabile”.
Le accuse al Governo Meloni
I lavoratori non risparmiano critiche all’esecutivo. Sotto accusa ci sono le norme che, secondo i sindacati, terrebbero i tassisti “incatenati” impedendo una vera difesa del reddito dignitoso. La polemica è accesa: mentre si parla di “Made in Italy” e sovranità, i tassisti denunciano la svendita del trasporto pubblico locale agli algoritmi stranieri.
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