Thai Airways ha scelto le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in centro a Milano per incontrare media e clienti a cui ha raccontato i piani, ambiziosi, per il 2027. “Stiamo sviluppando il nostro network e i nostri servizi con tre priorità: una crescita profittevole, con un giusto mix di clientela; un network efficiente, grazie anche ai nuovi aeromobili in arrivo con l’A321Neo; e una customer experience di alto livello, con nuovi servizi di bordo, nuove classi in arrivo, tra cui la premium economy, e, naturalmente, i nostri famosi equipaggi” commenta il Team Lead di Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito del vettore Rithavee Plikarnon (foto sotto), che, sul mix di clientela a noi di BusinessMobility dice: “il business travel conta per noi per il 20-25%, con il leisure a oltre il 60%. Ma ci sono rotte molto più business: ad esempio quella da Milano, su cui facciamo un load factor di oltre l’80% – e che anche per questo dal 15 dicembre introdurremo il più capiente A350-900 invece del B787 -, sulla quale la Silk class, la nostra Business class, è sempre piena“.

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Thai Airways rilancia sull’Europa. E sull’Italia introduce l’A350
Plikarnon sul network sottolinea come nella stagione ’26-27 opererà su 66 destinazioni, di cui 12 in Europa, prima compagnia asiatica a toccare così tanti aeroporti, e dal suo hub di Bangkok-Suvarnabhumi è possibile raggiungere facilmente la Cina, il Giappone l’Australia e, naturalmente, l’intera Thailandia e i paesi della fu Indocina (Laos Cambogia, Vietnam).

Grazie a una flotta composta da 87 aeromobili, di cui 58 wide body e 29 narrow body, con un mix di Airbus e Boeing (foto sotto)

E sull’Europa Thai rilancia: con il nuovo collegamento non-stop giornaliero Bangkok-Amsterdam, inaugurato il1° luglio operato con Airbus A350-900 e aumentando le frequenze verso Parigi (da una a due al giorno), Monaco di Baviera (da 7 a 10 voli settimanali) e Zurigo (da 7 a 11 voli settimanali). E con più posti, come detto, sulla Milano Malpensa: “due anni fa operavamo con un B787-800, poi con un B787-900, ora con l’A350-900 avremmo una maggior capacità del 10-12%” commenta il Senior Supervisor Sales Department della compagnia asiatica Mauro Sassano (foto sotto).

Un ruolo chiave nell’espansione del network regionale sull’Hub di Bangkok sarà svolto dai nuovi Airbus A321neo, configurati in due classi di viaggio e dotati di una Business Class di nuova concezione, pensata per offrire un’esperienza premium anche sulle rotte a corto e medio raggio. Questi aeromobili supporteranno il rafforzamento della rete asiatica di Thai con l’introduzione del nuovo collegamento per Da Nang (Vietnam), la ripresa dei voli per Xiamen (Cina) e l’incremento delle frequenze verso alcune destinazioni strategiche del Sud-Est asiatico, tra cui Vientiane (Laos),Yangon (Myanmar)e Siem Reap (Cambogia).
Il mercato italiano secondo Armando Muccifora
A parlare del rilancio di Thai Airways non poteva mancare Armando Muccifora, Sales Manager Italy, South East Europe, Mediterranean & Africa di Thai (foto sotto). “Negli ultimi mesi abbiamo investito in modo significativo nell’espansione della nostra rete internazionale: da un lato con il nuovo volo giornaliero Bangkok-Amsterdam e il significativo incremento delle frequenze verso alcune delle principali città europee, che serviamo anche dall’Italia da diverse città grazie agli accordi con le compagnie dell’alleanza Star Alliance (ma non solo, come vedremo dopo, ndr). Dall’altro con nuove opportunità di collegamento verso destinazioni strategiche del Sud-Est asiatico e della Cina“.

Alleanze sempre più strette con Turkish Airlines, “con cui abbiamo più che un mero accordo di code share, bensì un Joint Business Agreement. Naturalmente poi abbiamo accordi con le altre compagnie di Star Alliance, da Lufthansa a Swiss, da Ana a Eva Air ad Air India, e ci aspettiamo molto anche dalla new entry Ita Airways. Ma non ci fermiamo solo ai vettori dell’alleanza di cui, ricordo, noi fummo membro-fondatore nel l’ormai lontano 1998″.
Muccifora che, per il volo da Milano sottolinea la scelta degli orari per viaggiare di notte su Bangkok e prendere le prime wawe mattutine per le connessioni e tornare la sera, risparmiando così praticamente due giorni. “il 65% dei passeggeri italiani si fermano in Thailandia e nei paese limitrofi (Cambogia, Laos e Vietnam) , ma vanno anche in Giappone, a Singapore, a Hong Kong e in Australia. Interessante poi notare come sulla rotta abbiamo il 50% di passeggeri italiani e il 50% thailandesi e di altri paesi“.
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