Il ritorno dei voli diretti tra Stati Uniti e Venezuela non è più solo un’ipotesi. L’amministrazione Trump è pronta a dare il via libera a una strategia graduale per ripristinare i collegamenti aerei, segnando una svolta diplomatica ed economica che potrebbe cambiare gli equilibri nel Sud America.
Secondo quanto riportato dalla testata specializzata Preferente, i preparativi sono già entrati nel vivo. L’obiettivo? Evitare il collasso istituzionale del Paese guidando una transizione controllata.
Infrastrutture a rischio: chi pagherà il conto?
Nonostante l’apertura politica, il fronte tecnico presenta diverse criticità. Le autorità statunitensi hanno già lanciato l’allarme sul deterioramento degli aeroporti venezuelani, logorati da anni di scarsa manutenzione.
Tuttavia, Washington è stata categorica: non ci saranno investimenti diretti degli Stati Uniti per ristrutturare gli scali. Il rilancio delle infrastrutture dovrà essere finanziato interamente da: risorse del settore privato e fondi generati internamente dal Venezuela.
Il nodo sicurezza: l’ispezione della TSA
Prima che il primo Boeing o Airbus americano possa atterrare a Caracas, la Transportation Security Administration (TSA) effettuerà un’ispezione rigorosa all’aeroporto internazionale di Maiquetía.
Ad oggi, il Venezuela è classificato con un livello di rischio sicurezza da moderato ad alto. Inoltre, la FAA mantiene il Paese in “Categoria 2”: un declassamento che indica come gli standard di supervisione venezuelani non soddisfino ancora i requisiti internazionali dell’ICAO.
E l’Italia? Ecco come si vola oggi per Caracas
Mentre gli USA preparano il ritorno dei voli diretti, la situazione per l’Italia rimane legata agli scali intermedi, ma con novità rilevanti. Attualmente non esistono voli diretti no-stop da Roma o Milano, ma la rete dei collegamenti si sta infittendo:
Accordo ITA Airways – Plus Ultra: una delle novità più recenti del 2026 riguarda la collaborazione tra il vettore italiano e la compagnia spagnola Plus Ultra. I passeggeri possono volare da Roma Fiumicino a Madrid con ITA e proseguire per Caracas con i voli Plus Ultra (che da luglio saliranno a 5 frequenze settimanali).
Le rotte via Madrid e Lisbona: Air Europa e Iberia hanno ripreso a pieno regime i collegamenti dopo le sospensioni dei mesi scorsi, rendendo Madrid l’hub principale per gli italiani diretti in Venezuela. Anche TAP Air Portugal rimane una scelta solida via Lisbona.
L’alternativa Neos: la compagnia italiana sta monitorando il mercato per possibili voli charter o stagionali per l’estate 2026, ma al momento le soluzioni di linea con scalo restano le più affidabili.
Sanzioni e debiti: il piano per le imprese USA
La ripresa dei voli è solo un tassello di un mosaico più ampio. Il piano della Casa Bianca prevede un allentamento progressivo delle sanzioni, ma solo a fronte di passi concreti verso la stabilità politica.
Parallelamente, Washington sta mettendo a punto una strategia finanziaria per permettere alle aziende americane di recuperare miliardi di dollari rimasti bloccati in Venezuela a causa di espropri e obbligazioni mai pagate. Il ritorno degli aerei, dunque, non è solo una questione di logistica, ma la chiave per riaprire i flussi di capitale.
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