Comprare un biglietto aereo low cost a 19 euro è ancora possibile. Volare davvero a quel prezzo, molto meno. Nel 2025 il modello di business delle compagnie aeree “a basso costo” è sempre più chiaro: il biglietto è solo l’esca, mentre il vero fatturato arriva da tutto ciò che viene dopo.
A dirlo non sono impressioni o lamentele dei passeggeri, ma i dati aggiornati del “2025 Yearbook of Ancillary Revenue” di IdeaWorksCompany, il report di riferimento globale sui ricavi ancillari nel trasporto aereo.
Il risultato? Alcune low cost incassano oltre il 60% del fatturato da servizi extra, non dalla tariffa base.
Cosa sono i ricavi ancillari (e perché contano sempre di più)
Per ricavi ancillari si intendono tutte le entrate che non fanno parte del biglietto aereo puro. Parliamo di:
- bagagli a mano e da stiva
- scelta del posto
- imbarco prioritario
- cibo e bevande a bordo
- supplementi per pagamenti, modifiche o check-in
- programmi fedeltà e servizi premium
Negli ultimi anni questi extra sono diventati centrali per la redditività, soprattutto in un contesto di costi crescenti (carburante, personale, leasing degli aeromobili).

La classifica 2025: chi guadagna di più dagli extra
Secondo IdeaWorksCompany, queste sono le compagnie con la quota più alta di ricavi ancillari sul totale:
Frontier Airlines: 62%
Spirit Airlines: 58,7%
Volaris: 55,3%
Breeze Airways: 54%
Allegiant Air: 52,9%
Sono numeri impressionanti: più della metà del fatturato non arriva dal volo in sé.
In Europa spiccano soprattutto le low cost ultra-ancillary:
Wizz Air: 44,6%
easyJet: 38,6%
Volotea: 40% (new entry nel report 2025)
Pegasus Airlines: 33,9%
Il dato europeo è leggermente più basso rispetto agli Stati Uniti, ma la tendenza è la stessa: vendere il viaggio a pezzi.
Perché le low cost spingono sempre di più sugli extra
Il motivo è semplice: i ricavi ancillari sono più stabili e prevedibili rispetto alle tariffe aeree, spesso soggette a guerre di prezzo.
Inoltre hanno margini più elevati, non dipendono direttamente dal costo del carburante e permettono una forte personalizzazione dell’offerta. Il passeggero “base” paga poco, chi vuole comodità paga (molto) di più.
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