Non c’è pace per i viaggiatori diretti nel Regno Unito. Nonostante l’ultimo aumento della tariffa ETA (Electronic Travel Authorisation) non sia ancora entrato pienamente a regime, il governo britannico ha già messo nero su bianco un ulteriore ritocco verso l’alto. Secondo un briefing del Ministero dell’Interno (Home Office), il costo del permesso digitale passerà da 16 a 20 sterline, segnando un nuovo incremento del 25%.
Una scalata dei prezzi senza sosta
Il sistema, introdotto nel 2023 per digitalizzare le frontiere britanniche, sta subendo una rapidissima evoluzione dei costi. Solo lo scorso anno, la tariffa era stata alzata del 60%, passando dalle iniziali 10 sterline alle 16 sterline che diventeranno effettive ad aprile 2025. Ora, la prospettiva delle 20 sterline allinea il Regno Unito alle politiche di prezzo di altri giganti del turismo mondiale, ma solleva feroci critiche da parte degli operatori del settore.
“Il costo dell’ETA è soggetto a revisione e intendiamo portarlo a 20 sterline in futuro“, ha confermato ufficialmente l’Home Office, pur senza indicare una data precisa per il secondo scatto.
Cosa cambia dal 25 febbraio: il rischio di “no boarding”
Oltre al portafoglio, i viaggiatori dovranno fare attenzione alle procedure d’imbarco. Una modifica cruciale entrerà in vigore il 25 febbraio 2026: da quella data, ai passeggeri idonei che si presenteranno ai gate di aeroporti o stazioni ferroviarie internazionali sprovvisti di ETA sarà negato l’imbarco.
L’autorizzazione è obbligatoria per tutti i cittadini che non necessitano di visto, inclusi gli italiani e gli altri cittadini UE, oltre a viaggiatori provenienti da USA, Australia e Singapore. L’ETA ha una validità di due anni (o fino alla scadenza del passaporto) e permette ingressi multipli per soggiorni fino a sei mesi.
Viaggiatori in fuga? L’allarme del settore
Le reazioni non si sono fatte attendere. Joss Croft, CEO di UKinbound, ha lanciato un monito severo: “Il Regno Unito ha già alcuni dei costi di ingresso più alti al mondo. Rendere i viaggi ancora più costosi mina la nostra competitività. I visitatori internazionali hanno sempre una scelta; rischiamo di spingere l’economia del turismo nella direzione sbagliata“.
Ma evidentemente il Governo non sembra pensarla allo stesso modo perché sembra voglia aumentare anche il costo del visto turistico biennale standard, che passerà da 475 a 506 sterline per chi non ha diritto all’ETA.
Leggi Anche: Addio timbri sui passaporti: ora cambia tutto per chi viaggia in Europa
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok