convegno “Visione Turismo”, promosso dal Senatore Gian Marco Centinaio,

Visione Turismo: dalla politica alle imprese, le priorità per il futuro del settore

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Formazione, lavoro qualificato, destagionalizzazione e governance: dal convegno “Visione Turismo”, promosso dal Senatore Gian Marco Centinaio, emerge una roadmap concreta per rafforzare la competitività del sistema turistico italiano e valorizzare territori, competenze e filiere strategiche

Il turismo torna al centro dell’agenda politica nazionale. Non come esercizio di stile, ma come settore strategico da governare con visione e strumenti concreti. È questo il messaggio che emerge dal convegno “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, svoltosi il 13 gennaio a Palazzo Madama, promosso dal Dipartimento Turismo della Lega.

Un appuntamento che ha riunito istituzioni, operatori ed esperti del settore e dal quale è nato un documento di sintesi che raccoglie alcune delle principali criticità e priorità di intervento per il sistema turistico italiano.

Come spiega Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e responsabile del Dipartimento Turismo della Lega, il report contiene “un elenco ben definito, anche se inevitabilmente non esaustivo” delle necessità del comparto e “rappresenta una traccia di lavoro sulla quale voglio impegnarmi personalmente e che desidero mettere a disposizione del governo”.

Formazione turistica: meno frammentazione, più competenze

Uno dei nodi strutturali evidenziati riguarda la formazione turistica, oggi caratterizzata da una forte frammentazione tra scuole superiori, ITS, università, enti privati e percorsi regionali. Un sistema che fatica a stare al passo con le trasformazioni del settore, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, fino alle competenze linguistiche e manageriali.

La mancanza di standard professionali uniformi e di un aggiornamento continuo contribuisce a creare un divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili sul mercato del lavoro. Tra le priorità individuate: maggiore integrazione tra formazione e imprese, standard minimi di qualità e un quadro nazionale unitario delle competenze turistiche.

Occupazione qualificata: una sfida aperta per il settore

Il documento mette in luce anche la difficoltà del turismo italiano ad attrarre e trattenere personale qualificato, soprattutto nei ruoli tecnici e gestionali. La stagionalità e la frammentazione contrattuale incidono sull’attrattività del comparto, mentre professionisti con esperienza faticano spesso a reinserirsi.

Le imprese, dal canto loro, segnalano la difficoltà di sostenere i costi di inserimento e formazione. Le linee di intervento proposte puntano su incentivi all’occupazione stabile, strumenti per facilitare l’ingresso dei giovani formati e una maggiore valorizzazione delle competenze senior.

Riequilibrare i flussi turistici nel tempo e nello spazio

Un altro tema centrale riguarda la concentrazione dei flussi turistici in pochi periodi dell’anno e in un numero limitato di destinazioni. Una dinamica che genera criticità in termini di vivibilità, sostenibilità e servizi, lasciando al contempo ai margini molte aree interne e territori meno noti.

Il report evidenzia la necessità di una strategia nazionale di riequilibrio dei flussi, supportata da incentivi mirati, offerte tematiche e da un coordinamento più efficace tra ENIT, Regioni e Comuni. L’obiettivo è promuovere l’Italia come destinazione attrattiva dodici mesi l’anno, riducendo la pressione sulle mete più esposte.

Affitti brevi e ricettività extra-alberghiera: servono regole uniformi

La crescita degli affitti brevi, soprattutto attraverso le piattaforme digitali, ha reso evidente la frammentazione normativa tra Regioni e Comuni. Una situazione che rende complesso il monitoraggio dei flussi, la gestione dei conflitti locali e il contrasto all’abusivismo.

Tra le priorità indicate figurano una cornice normativa nazionale unitaria, un registro unico interoperabile con piattaforme e sistemi fiscali e una raccolta dati più strutturata, utile anche alla programmazione turistica e urbana.

MICE: una leva ancora sottoutilizzata

Ampio spazio viene dedicato anche al settore MICE, che genera un indotto superiore al turismo leisure ma in Italia è ancora poco utilizzato come strumento di destagionalizzazione. Altri Paesi europei, grazie a incentivi fiscali e contributi mirati, risultano oggi più competitivi nell’attrazione di eventi corporate e congressuali.

Il documento propone una governance nazionale, incentivi dedicati e meccanismi di condivisione del rischio per rafforzare la competitività internazionale dell’Italia nel comparto eventi.

Una traccia di lavoro per il governo

Il report, come sottolinea Centinaio, non pretende di essere esaustivo, ma si propone come base di confronto e di lavoro per il governo e per tutte le forze politiche. L’auspicio è quello di costruire una visione condivisa, capace di garantire continuità alle politiche turistiche e di valorizzare il settore come leva strategica per lo sviluppo economico e territoriale del Paese.

Leggi Anche: L’Italia leader mondiale del turismo congressuale: crescita record dei congressi scientifici internazionali

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