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Voli a rischio in estate: Ryanair e Lufthansa pronte a cancellare migliaia di tratte

In questo articolo

La crisi nel Golfo svuota i serbatoi degli aeroporti europei. Ryanair avverte: "Se manca il cherosene, ridurremo i voli". Lufthansa pronta a fermare 40 aerei

La crisi nel Golfo Persico sta per presentare il conto ai viaggiatori europei. Non è solo una questione di rincari: da maggio il problema sarà la mancanza fisica di carburante. Le grandi compagnie aeree, da Ryanair a Lufthansa, hanno già attivato i piani di emergenza.

L’ultima petroliera e il countdown di maggio

Il “giorno zero” ha una data: il 9 aprile. È il giorno in cui la petroliera Rong Lin Wan, partita da Singapore, attraccherà a Rotterdam. È l’ultimo carico di cherosene riuscito a passare dallo Stretto di Hormuz prima del blocco.

Secondo le proiezioni degli esperti, l’Europa si ritroverà con la metà del carburante necessario già tra fine aprile e l’inizio di maggio. Le scorte strategiche potrebbero garantire un’autonomia di sole 3-5 settimane, poi il sistema rischia il collasso.

Ryanair: “Cancellazioni se manca il 10% di jet fuel”

L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, è stato categorico. Se il conflitto non si risolverà entro aprile, l’interruzione delle forniture colpirà duramente a giugno:

  • Riduzione della capacità: possibile taglio dei voli tra il 10% e il 20%.
  • Prezzi in salita: si stima un aumento immediato delle tariffe estive di oltre il 3%.
  • Costi record: il petrolio è balzato a 106 dollari al barile, polverizzando le vecchie stime di budget delle low cost.

Lufthansa: 40 aerei pronti alla messa a terra

Non va meglio per il colosso tedesco. Il CEO Carsten Spohr sta valutando un piano drastico per la stagione estiva: mettere a terra tra i 20 e i 40 aerei. Nonostante il governo del Cancelliere Merz abbia approvato una riduzione della tassa sul traffico aereo per luglio, il rincaro del cherosene verrà inevitabilmente scaricato sul costo dei biglietti.

Italia e Mediterraneo: i paesi più esposti

Il problema non colpisce tutti allo stesso modo. Mentre il Nord Europa attinge in parte alle raffinerie atlantiche, i paesi del Mediterraneo come Italia, Spagna e Grecia sono i più vulnerabili.

Circa il 30% della domanda europea di carburante per aerei arriva dal Golfo. Con lo Stretto di Hormuz chiuso, trovare fornitori alternativi (Cina, Corea o Africa) è una corsa contro il tempo quasi impossibile.

Cosa devono aspettarsi i passeggeri?

Se hai già prenotato un volo per le vacanze estive, il consiglio è di monitorare costantemente le notifiche della compagnia. Il rischio non è più solo il ritardo, ma la soppressione preventiva della tratta per mancanza di cherosene.

In questo scenario, non basterà avere “coperture finanziarie”: il problema sarà chi riuscirà a procurarsi fisicamente il carburante per decollare.

Leggi Anche: Voli a rischio e “Austerity dei Cieli”: l’Ue lancia l’allarme, ecco cosa sta succedendo

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