Traffico aereo gennaio 2026

Voli deviati e rotte fantasma: ecco cosa succede nel cielo sopra le zone di guerra

In questo articolo

Ogni giorno migliaia di voli vengono ridisegnati in tempo reale. Tra rotte di emergenza e radar disturbati, ecco come piloti e controllori di volo riescono a garantire la sicurezza

Negli ultimi mesi, i cieli sopra Iran, Israele e Ucraina sono diventati il palcoscenico di un’operazione logistica senza precedenti. Ma cosa accade esattamente quando un pilota riceve l’ordine di cambiare rotta?

La “strada” invisibile: come si sceglie dove volare

Contrariamente a quanto si possa pensare, gli aerei non volano in linea retta ovunque vogliano. Esistono le airways, vere e proprie autostrade del cielo. Lindi-Lee Kirkman Regional, Head, Operations, Air Traffic Management & Infrastructure, Africa & Middle East IATA spiega che la scelta di una rotta dipende da un equilibrio delicato tra meteo, consumi e, sopra ogni altra cosa, la security.

“Ogni compagnia aerea ha i propri parametri di rischio. Anche se uno spazio aereo non è ufficialmente chiuso, un vettore può decidere autonomamente che sorvolare una determinata area sia “No Go”. È una gestione tattica: se il rischio aumenta, si cambia strada”.

Il caos apparente su Flightradar24

Vedere decine di aerei ammassati lungo un confine può sembrare allarmante. In realtà, è il risultato di un lavoro di precisione millimetrica dei controllori del traffico aereo.

Distanziamento tattico: se una rotta alternativa diventa troppo affollata, i voli vengono distanziati (ad esempio, un decollo ogni 10 minuti).

Miglia extra: gli aerei vengono allungati su percorsi più ampi per evitare colli di bottiglia, restando in volo un po’ più a lungo ma in totale sicurezza.

Geopolitica e tecnologia: la nuova “situazione standard”

L’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato le regole del gioco. Paesi come Polonia ed Estonia devono oggi gestire fenomeni come lo spoofing (falsificazione del segnale GPS) e il jamming (disturbo delle frequenze).

Enrico Parini, Director Europe Affairs CANSO sottolinea un aspetto rassicurante: il settore si è adattato. Quella che prima era una gestione d’emergenza, oggi è diventata una “situazione standardizzata”. In zone come il Sudan, sono state create “rotte di contingenza” che permettono di attraversare porzioni sicure del Paese, limitando il ritardo a soli 30 minuti anziché ore di deviazione.

Mappe ridisegnate: quanto tempo perdiamo davvero in volo?

L’instabilità globale ha trasformato il viaggio aereo in un esercizio di flessibilità estrema. Se fino a pochi anni fa le rotte erano linee quasi rette tra i continenti, oggi i piloti devono navigare in un labirinto di restrizioni. Nel gennaio 2026, la chiusura improvvisa dello spazio aereo in Iran e Iraq ha costretto i vettori che collegano l’Europa all’Asia a deviare verso nord (sopra l’Asia Centrale) o verso sud (sopra l’Egitto e l’Arabia Saudita).

Queste “rotte fantasma” non sono solo linee sulla mappa: comportano scali tecnici per il rifornimento (non previsti originariamente) e una gestione complessa dei turni dell’equipaggio. In media, una deviazione nel Medio Oriente aggiunge tra i 60 e i 90 minuti, ma per i voli che devono evitare l’intero territorio russo per raggiungere l’Estremo Oriente, il tempo extra può superare le 4 ore.

Tabella delle deviazioni: rotte e tempi extra (Gennaio 2026)

Rotta Interessata Area Evitata Nuova Direttiva di Volo Tempo Extra Medio
Europa ↔ Sud-est Asiatico Iran e Iraq Transito via Arabia Saudita o Egitto +60 / 90 min
Europa ↔ Estremo Oriente Russia Rotta Polare o via Asia Centrale (Baku/Astana) +2 / 4 ore
Europa ↔ India Iran Corridoio Turkmenistan / Afghanistan +45 / 75 min
Voli Regionali Medio Oriente Sudan Rotte di contingenza “safe-zones” +30 min
Nord Europa ↔ Asia Ucraina / Buffer Zone Deviazione su Romania e Turchia +20 / 40 min

In un mondo dove lo spazio aereo è sempre più frammentato, la tecnologia e la cooperazione internazionale tra controllori restano l’unico invisibile scudo che ci permette di continuare a viaggiare.

Leggi Anche: Le cinque piste più pericolose d’Europa

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