FlightRada24 12 march 2026

Voli in Medio Oriente: sono 11 i Paesi ‘No fly-zone”. Ecco la lista aggiornata dei voli cancellati fino al 30 aprile

In questo articolo

il caos aereo in Medio Oriente costa 600 milioni al giorno. Gli effetti sui viaggiatori europei

Il cielo sopra il Medio Oriente resta una “no-fly zone” di fatto per le principali compagnie europee e occidentali. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha ufficialmente esteso fino al 18 marzo 2026 la raccomandazione di non sorvolare undici spazi aerei chiave, citando rischi elevati per la sicurezza dei voli civili a qualsiasi quota.

L’impatto sul turismo e sui viaggi d’affari è senza precedenti: i costi dei biglietti per l’Asia e l’Oceania sono raddoppiati, mentre i grandi hub come Dubai e Doha registrano una paralisi parziale che sta ridisegnando le rotte globali.

Il “muro” nei cieli: gli spazi aerei interdetti

Secondo le ultime direttive Easa, le compagnie aeree sono invitate a evitare i cieli di:

Area del Golfo: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Area di crisi diretta: Iran, Iraq, Israele, Giordania e Libano.

Questo blocco crea un imbuto geografico che costringe i vettori a rotte polari o a circumnavigare l’intera regione, con un aumento vertiginoso del consumo di carburante e dei tempi di volo.

Lufthansa, KLM e le altre: il tabellone delle cancellazioni

Le grandi compagnie di bandiera hanno aggiornato i propri piani di emergenza, prolungando i fermi ben oltre la scadenza del veto Easa per motivi precauzionali.

Gruppo Lufthansa: Sospesi i voli per Teheran fino al 30 aprile e Tel Aviv fino al 2 aprile. Stop a Dubai e Abu Dhabi fino al 15 marzo. Restano operativi, seppur con corridoi modificati, i voli per Riyadh e Jeddah.

KLM & Air France: Il vettore olandese ha cancellato Tel Aviv per l’intera stagione invernale. Air France ha esteso lo stop su Dubai e Riyadh fino al 14 marzo.

British Airways: Ferme tutte le rotte verso Amman, Doha e Tel Aviv per tutto il mese di marzo.

Delta Airlines: La compagnia statunitense ha confermato la sospensione della tratta New York JFK-Tel Aviv almeno fino al 22 marzo.

Analisi Hub: Doha in sofferenza, segnali di ripresa a Dubai

Nonostante il clima di tensione, i dati di traffico mostrano una timida resilienza. Sebbene molti aerei della Qatar Airways risultino ancora “parcheggiati” in scali europei come Roma Fiumicino per l’impossibilità di operare a pieno regime, il tasso di cancellazioni negli hub principali è sceso al 36,86%, il dato più basso dall’inizio del conflitto.

Di seguito, la situazione in tempo reale delle partenze programmate nei principali scali coinvolti:

Hub Aeroportuale Stato Operativo Partenze Giornaliere (Medie) Note
Dubai (DXB) Parzialmente Limitato 149 Scalo principale ancora attivo ma con rotte deviate
Muscat (MCT) Limitato 55 Operatività ridotta verso l’Europa
Abu Dhabi (AUH) Critico 34 Forti riduzioni dei vettori occidentali
Doha (DOH) Critico 16 Flotta in parte ferma all’estero
Bahrain (BAH) Bloccato 0 Traffico civile quasi azzerato

Leggi Anche: Voli bloccati sui cieli mediorientali, cosa sono le autostrade dei cieli

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