Radia Windrunner

WindRunner, l’aereo più grande del mondo nascerà in Italia: l’America sblocca i fondi

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Un investimento da 3 miliardi tra USA, Europa e Italia

Il sogno del WindRunner, l’aereo cargo che promette di eclissare colossi come il Boeing 747, compie un passo decisivo verso la realtà. Il progetto della multinazionale Radia, che vede il Sud Italia (Campania e Puglia) come cuore pulsante della produzione, ha appena ricevuto un “endorsement” pesantissimo dagli Stati Uniti.

Il Congresso USA ha infatti inserito il velivolo nel National Defense Authorization Act (NDAA). Non è solo una formalità: significa che Washington considera questo gigante dei cieli fondamentale per la sicurezza nazionale e per il trasporto di carichi eccezionali.

La tabella di marcia è serrata. Entro aprile, il Pentagono dovrà presentare le soluzioni progettuali e, in caso di esito positivo, scatteranno i finanziamenti. Giuseppe Giordo, CEO di Radia Italia, è chiaro: per un’opera da 3 miliardi di euro serve un modello alla “SpaceX”, un mix di capitali pubblici e privati:

“Il provvedimento americano può essere il volano per convincere investitori privati e istituzioni europee a fare fronte comune”

Perché il WindRunner cambierà le regole del gioco

L’idea nasce da Mark Lundstrom, ingegnere del MIT, con un obiettivo preciso: risolvere il paradosso dell’energia eolica. Le pale moderne superano i 200 metri di lunghezza, dimensioni che rendono il trasporto su gomma praticamente impossibile.

Ecco le caratteristiche incredibili del WindRunner:

Dimensioni: sarà 12 volte più grande di un Boeing 747.

Versatilità: progettato per atterrare anche su piste non asfaltate.

Dual-use: oltre alle pale eoliche, sarà un asset strategico per la logistica militare e la difesa.

La “Silicon Valley” del volo: Puglia e Campania protagoniste

L’Italia non sarà una semplice spettatrice, ma la fabbrica del progetto. Gli accordi con i big dell’aerospazio nazionale sono già definiti:

  • Campania: qui verranno prodotte la fusoliera e il carrello, coinvolgendo eccellenze come Leonardo e Magnaghi.
  • Puglia: lo scalo di Grottaglie è stato scelto come sito per l’assemblaggio finale.
  • Spagna: si occuperà della realizzazione di ali e coda.

Le sfide: politica e tempi

Mentre Radia intensifica i contatti con il Ministero del Made in Italy, la ZES Unica e i governatori Roberto Fico (Campania) e Antonio Decaro (Puglia), resta il nodo della velocità burocratica. L’obiettivo è far decollare il primo prototipo entro il 2029, con le prime consegne previste per il 2030.

Per l’Italia si tratta di un’occasione d’oro per confermarsi leader mondiale nell’aerospazio e per trasformare il Mezzogiorno in un hub tecnologico di portata globale.

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