Un lunedì mattina da incubo all’aeroporto di Milano-Linate. Il volo easyJet EJU5420 diretto a Manchester è decollato lasciando a terra la stragrande maggioranza dei passeggeri: ben 121 persone su 148 prenotate non sono riuscite a imbarcarsi, rimaste bloccate in una coda infinita ai controlli documentali. L’aereo è partito alle 11:52 con circa un’ora di ritardo, ma il tempo extra non è bastato a smaltire il “tappo” che si è creato alla frontiera.
La testimonianza: un’odissea burocratica ed economica
A raccontare i dettagli della vicenda è un medico italiano residente a Liverpool, che viaggiava con la famiglia. Nonostante l’arrivo in aeroporto con largo anticipo e un controllo bagagli spedito, la situazione è precipitata ai varchi della Polizia di Frontiera. La fila è rimasta quasi immobile per oltre due ore e, una volta giunti in prossimità del varco, il volo era già decollato.
| Voce di spesa / Disagio | Dettaglio dell’evento |
| Passeggeri rimasti a terra | 121 su un totale di 148 prenotati |
| Costo del rientro alternativo | Circa 1.100 sterline per la famiglia del medico |
| Soluzione d’emergenza | Volo su Londra e proseguimento in auto verso Manchester |
| Assistenza ricevuta | Nessuna comunicazione ufficiale via mail o spiegazione esaustiva |
Il colpevole: l’impatto del sistema biometrico EES
Dietro questo disservizio senza precedenti si cela l’impatto del nuovo Entry/Exit System (EES) dell’Unione Europea. Il sistema è diventato pienamente operativo dal 10 aprile e sostituisce il vecchio timbro manuale sul passaporto con la rilevazione dei dati biometrici affidata agli agenti di frontiera.
| Criticità del sistema EES | Conseguenze pratiche a Linate |
| Registrazione Biometrica | Tempi di elaborazione per singolo passeggero molto più lunghi |
| Effetto Brexit | Flussi verso il Regno Unito soggetti a controlli più capillari |
| Mancanza di sincronia | L’aereo è decollato nonostante la maggior parte dei viaggiatori fosse al controllo documenti |
Cosa succede ora per i viaggiatori
Al momento, né le autorità aeroportuali né la compagnia aerea hanno rilasciato un resoconto ufficiale per chiarire perché il volo non sia stato ulteriormente ritardato o perché i passeggeri non siano stati assistiti in modo tempestivo.
“Ci siamo accorti che l’aereo era già partito solo perché non compariva più sul tabellone”, conclude amaramente il medico italiano.
Per chiunque debba mettersi in viaggio verso destinazioni extra-Schengen, il consiglio degli esperti rimane quello di monitorare costantemente lo stato dei voli e presentarsi ai controlli con un margine di tempo eccezionale, data la fase di rodaggio delle nuove procedure di sicurezza europee.
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