Il business travel italiano apre il 2026 con un segnale positivo, ma rallenta nel mese di marzo sotto la pressione delle tensioni geopolitiche. Secondo i dati del Business Travel Trend (BTT) elaborati da Uvet GBT in collaborazione con Centro Studi Promotor, il valore globale medio del primo trimestre si attesta a 114, in crescita rispetto al 111 registrato nello stesso periodo del 2025.
Un risultato che riflette una domanda complessivamente solida nei primi tre mesi dell’anno, sostenuta da una spesa media in aumento (da 106 a 109), mentre il numero di transazioni resta stabile a quota 104.
Marzo frena la crescita: impatto del conflitto in Iran
Il quadro cambia però analizzando il solo mese di marzo 2026. Il settore dei viaggi d’affari in Italia ha infatti risentito in modo significativo delle tensioni legate al conflitto in Iran, con una contrazione dei principali indicatori rispetto a febbraio, nonostante due giorni lavorativi in più.
Nel dettaglio, il BTT del numero di transazioni scende da 104 a 100, mentre la spesa media cala da 107 a 105. L’effetto combinato di questi due fattori porta il valore globale a ridursi da 111 a 105.
A soffrire maggiormente è il segmento dei voli intercontinentali, che registra un calo del 10,5% del valore globale rispetto al mese precedente, segnale diretto dell’impatto delle tensioni internazionali sui flussi di lungo raggio.
Trasporto aereo in calo su tutti i fronti
Nel comparto aereo, marzo evidenzia una flessione generalizzata. Il BTT del Travel Value si attesta a 99, quello delle transazioni a 106 e la spesa media a 93. Tutti gli indicatori risultano in calo rispetto a febbraio, confermando la fase di rallentamento del settore, in particolare sulle rotte più esposte al contesto geopolitico.
Hotellerie: tiene la spesa media
Performance più resilienti per il settore alberghiero. A marzo il BTT del Travel Value raggiunge 113, con le transazioni a 97 e la spesa media a 116. Rispetto al mese precedente, diminuiscono valore e volumi, ma la spesa media si mantiene stabile, segno di una domanda ancora orientata verso strutture di fascia medio-alta.
Rail e autonoleggio in flessione, ma con segnali misti
Anche il comparto ferroviario registra un calo rispetto a febbraio, con un BTT del Travel Value pari a 102, lo stesso valore della spesa media, mentre le transazioni si fermano a 100. La flessione riguarda tutti gli indicatori, in linea con il rallentamento generale della mobilità business.
Diverso il quadro per il noleggio auto. A marzo 2026 il segmento mostra segnali contrastanti: rispetto allo stesso mese del 2023 crescono sia il Travel Value (106) sia la spesa media (115), mentre le transazioni calano a 92. Nel confronto con febbraio, invece, valore e spesa risultano in aumento, a fronte di una lieve diminuzione dei volumi.
Un trimestre positivo, ma con incognite geopolitiche
Nel complesso, il primo trimestre 2026 conferma una crescita del valore del business travel, sostenuta dalla spesa media. Tuttavia, il rallentamento di marzo evidenzia quanto il settore resti esposto a fattori esterni, in particolare alle dinamiche geopolitiche.
L’andamento dei prossimi mesi sarà quindi determinante per capire se si tratterà di una frenata temporanea o dell’inizio di una fase più incerta per i viaggi d’affari, soprattutto sul lungo raggio.
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