Il sistema del trasporto aereo europeo potrebbe entrare in una fase critica entro poche settimane. Secondo Agenzia Internazionale dell’Energia, le scorte di carburante per l’aviazione nel Vecchio Continente potrebbero bastare “forse per sei settimane” in caso di protratta chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
L’allarme arriva dal direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, che delinea uno scenario di progressivo deterioramento operativo per le compagnie aeree: se il blocco dovesse continuare, “presto assisteremo a notizie di cancellazioni di voli tra città europee a causa della carenza di carburante”.
Perché lo Stretto di Hormuz è cruciale per il traffico aereo
La tensione geopolitica tra Iran e Stati Uniti ha portato a un blocco navale che limita il passaggio delle petroliere attraverso lo stretto. Questo corridoio marittimo collega il Golfo Persico ai mercati globali ed è essenziale anche per la produzione di jet fuel utilizzato dall’aviazione civile.
Secondo dati ufficiali dell’AIE (fonte: ), circa un quinto delle forniture petrolifere globali passa proprio da Hormuz, rendendo qualsiasi interruzione immediatamente rilevante per il sistema energetico globale.
Impatto sul carburante aviation
| Fattore chiave | Impatto sul settore aereo |
|---|---|
| Blocco dello Stretto di Hormuz | Riduzione dell’offerta globale di petrolio |
| Aumento prezzi greggio | Incremento costo jet fuel |
| Logistica rallentata | Ritardi nelle forniture agli aeroporti |
| Scorte limitate UE | Rischio operativo entro 4-6 settimane |
Scorte limitate: il confronto tra AIE e aeroporti europei
Le stime dell’AIE risultano leggermente più ottimistiche rispetto a quelle diffuse da ACI Europe, che nei giorni precedenti aveva indicato un possibile impatto già entro fine aprile.
Secondo quanto riportato da CNN (fonte: ), gli aeroporti europei temono una rapida erosione delle scorte disponibili, soprattutto negli hub più trafficati.

Timeline del rischio carburante in Europa
| Fonte | Previsione esaurimento scorte | Livello di rischio |
|---|---|---|
| AIE | ~6 settimane | Alto ma progressivo |
| ACI Europe | Fine aprile 2026 | Immediato |
| Compagnie aeree | Revisione operativa in corso | Già attivo |
Prime reazioni delle compagnie aeree
Le compagnie iniziano già a intervenire sulla capacità. Lufthansa ha annunciato una riduzione dei voli meno redditizi e la messa a terra di 27 aeromobili della controllata regionale CityLine a partire da questi giorni, in una logica di contenimento dei costi e ottimizzazione delle risorse disponibili.
Si tratta di una strategia preventiva per preservare le scorte di carburante e a mantenere sostenibile l’operatività nel breve periodo, privilegiando le rotte più redditizie e riducendo progressivamente la capacità complessiva.
Cosa può succedere nelle prossime settimane
Se la situazione nello Stretto di Hormuz non dovesse sbloccarsi rapidamente, il settore potrebbe entrare in una fase di emergenza operativa con effetti concreti sia per i passeggeri sia per le aziende. Le cancellazioni potrebbero riguardare inizialmente i collegamenti meno strategici, mentre il costo dei biglietti è destinato a salire per effetto della pressione sui prezzi del carburante. Parallelamente, i vettori potrebbero riorganizzare le reti, riducendo frequenze e concentrandosi sui collegamenti principali, con inevitabili ripercussioni sulla puntualità e sulla disponibilità dei voli.
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