La Commissione europea si prepara a presentare un nuovo piano d’azione per fronteggiare la crisi energetica che sta investendo il continente. Tra le misure più rilevanti emerge una linea chiara: ridurre i viaggi aerei per motivi di lavoro e incentivare il ricorso al telelavoro.
La proposta nasce dall’esigenza di contenere il consumo di carburanti fossili in una fase di forte instabilità geopolitica e di pressione sulle forniture energetiche. Nella bozza del piano, Bruxelles invita imprese e amministrazioni pubbliche a limitare le trasferte non essenziali e a privilegiare strumenti digitali per riunioni e incontri professionali. Allo stesso tempo, si incoraggia l’adozione di modalità di trasporto alternative, in particolare su rotaia.
Si tratta di un’evoluzione coerente con le politiche già avviate negli ultimi anni, come il piano REPowerEU, che punta a rafforzare l’indipendenza energetica dell’Unione e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Trasporti sotto osservazione: il ritorno del treno
Il settore dei trasporti è indicato come uno dei principali ambiti di intervento per ottenere risultati immediati. Il piano europeo punta a rafforzare il ruolo del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale, considerati meno energivori rispetto all’aviazione e all’uso individuale dell’auto.
L’idea è quella di rendere il treno più competitivo anche sul piano economico, attraverso incentivi e sussidi che possano ridurre il costo dei biglietti, favorendo così uno spostamento della domanda dal cielo alla rotaia. Una direzione già intrapresa in diversi Paesi europei e sostenuta anche dai dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo cui il trasporto ferroviario consente una drastica riduzione delle emissioni e dei consumi energetici rispetto ai voli a corto raggio.
Confronto energetico tra mezzi di trasporto
| Mezzo di trasporto | Consumo energetico | Emissioni CO₂ |
|---|---|---|
| Aereo (short-haul) | Alto | Molto elevate |
| Auto privata | Medio-alto | Elevate |
| Treno | Basso | Molto basse |

La crisi energetica e il nodo dello Stretto di Hormuz
A spingere Bruxelles verso misure così incisive è anche il contesto internazionale. La chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi globali per il transito di petrolio e gas, ha aggravato le tensioni sui mercati energetici.
Secondo le stime della Commissione europea, questa situazione ha già comportato un costo aggiuntivo superiore ai 22 miliardi di euro per le importazioni energetiche dell’Unione. Le difficoltà non riguardano solo i prezzi, ma anche la disponibilità delle risorse, con alcune infrastrutture aeroportuali che hanno iniziato a segnalare possibili criticità nell’approvvigionamento di carburante.
| Fattore | Effetto principale |
|---|---|
| Chiusura Stretto di Hormuz | Riduzione forniture petrolio e gas |
| Aumento prezzi energia | Maggiori costi per imprese e cittadini |
| Settore trasporti | Rischio carenze carburante |
| Import UE | +22 miliardi di euro |
(Fonti: Commissione europea; Agenzia Internazionale dell’Energia)
Dalle città alle aziende: mobilità più sostenibile
Il piano non si limita ai grandi spostamenti, ma coinvolge anche la mobilità urbana e quotidiana. Bruxelles spinge verso un modello di città meno dipendente dall’auto privata, promuovendo soluzioni come il bike sharing, la pedonalizzazione degli spazi urbani e iniziative temporanee di riduzione del traffico.
Parallelamente, viene rafforzata la strategia di elettrificazione dei trasporti, con incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. L’obiettivo è creare un sistema integrato in cui l’elettrico diventi progressivamente centrale, anche nel trasporto pubblico.

Le leve fiscali per accelerare la transizione
Accanto agli interventi operativi, la Commissione europea prevede anche misure fiscali per rendere più conveniente l’uso dell’elettricità rispetto ai combustibili fossili. La riduzione delle tasse sull’energia elettrica e una maggiore flessibilità normativa per gli Stati membri sono strumenti pensati per favorire un cambiamento strutturale nei consumi.
Business travel: verso un nuovo equilibrio
Per il settore del business travel, le indicazioni di Bruxelles segnano un ulteriore passo verso un modello già trasformato dalla pandemia. La riduzione dei voli di lavoro e la diffusione del telelavoro potrebbero consolidare un equilibrio in cui le trasferte diventano più selettive, mentre cresce il ruolo delle tecnologie digitali e del trasporto ferroviario.
In questo scenario, la sostenibilità non è più soltanto una scelta strategica o reputazionale, ma una necessità operativa legata alla sicurezza energetica e alla stabilità economica dell’Europa.
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