La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha messo la parola fine a una lunga controversia legale: il salvataggio finanziario da 6 miliardi di euro erogato dal governo tedesco a Deutsche Lufthansa AG nel 2020, in piena emergenza Covid-19, è stato dichiarato aiuto di Stato illegittimo.
La sentenza del 23 aprile 2026 (causa C-457/23) respinge il ricorso presentato dalla stessa Lufthansa e conferma in via definitiva quanto già stabilito dal Tribunale dell’UE nel maggio 2023. I giudici di Lussemburgo hanno accolto i ricorsi presentati da Ryanair e Condor, che sin dall’inizio avevano denunciato la misura come lesiva della concorrenza.
“Con la sentenza odierna, la Corte di Giustizia respinge il ricorso di Lufthansa e conferma quindi la sentenza del Tribunale”, ha dichiarato la Corte in un comunicato ufficiale.
Perché gli aiuti sono stati dichiarati illegittimi
Il cuore della questione è un vizio procedurale nell’applicazione del Temporary Framework, il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato istituito dalla Commissione europea nel marzo 2020 per permettere agli Stati membri di sostenere le imprese colpite dalla pandemia.
Secondo la Corte, la Commissione ha violato il punto 49, lettera c, del Temporary Framework, che stabilisce che per ricevere una misura di ricapitalizzazione il beneficiario non deve essere in grado di reperire finanziamenti sul mercato a condizioni accessibili. I giudici hanno rilevato che la Commissione aveva erroneamente ritenuto Lufthansa incapace di raccogliere fondi sul mercato, senza disporre di prove sufficienti a sostegno di tale valutazione.
Un secondo errore riguarda le modalità di conversione degli aiuti in capitale azionario: la Commissione non aveva imposto meccanismi adeguati per incentivare la Germania a uscire il prima possibile dal capitale della compagnia.

Cosa ha sbagliato la Commissione europea
- Ha approvato il piano senza aprire un’indagine formale approfondita
- Ha accettato le modalità di determinazione del prezzo delle azioni alla conversione in contrasto con il Temporary Framework
- Non ha imposto alcun meccanismo di “step-up” per accelerare l’uscita dello Stato dal capitale
- Ha sopravvalutato l’impossibilità di Lufthansa di finanziarsi autonomamente sul mercato
La cronologia della vicenda
| Data | Evento |
|---|---|
| Giugno 2020 | La Germania notifica alla Commissione UE un piano di ricapitalizzazione da 6 miliardi di euro per Lufthansa |
| 25 giugno 2020 | La Commissione approva gli aiuti, ritenendoli compatibili con il mercato interno |
| 2020–2021 | Ryanair e Condor presentano ricorso per l’annullamento della decisione |
| 10 maggio 2023 | Il Tribunale dell’UE accoglie i ricorsi e annulla la decisione della Commissione |
| 2024 | La Commissione europea apre una nuova indagine approfondita; Lufthansa impugna la sentenza alla Corte di Giustizia |
| 23 aprile 2026 | La Corte di Giustizia UE respinge il ricorso di Lufthansa: sentenza definitiva |
Ryanair esulta: “Premiata l’inefficienza, penalizzata la concorrenza”
La low cost irlandese non ha nascosto la propria soddisfazione, definendo la sentenza una conferma di quanto denunciato fin dal 2020.
“Mentre vettori efficienti sono stati costretti a superare la crisi pandemica facendo affidamento esclusivamente sulle proprie risorse, Lufthansa ha beneficiato di un sostegno da 6 miliardi di euro da parte del governo tedesco, premiando ancora una volta l’inefficienza, danneggiando la concorrenza e penalizzando i consumatori”, ha dichiarato un portavoce della compagnia.
Ryanair va oltre e chiede ora che la Commissione UE e la Germania recuperino da Lufthansa anche i circa 200 milioni di euro ottenuti nell’ambito di un più recente piano di salvataggio statale, comprensivi degli interessi maturati negli anni in cui il sostegno è rimasto in vigore.
Secondo la low cost, la Commissione avrebbe dovuto esigere la restituzione di questi 200 milioni già nel 2023, quando il Tribunale dell’UE aveva per la prima volta stabilito l’illegittimità degli aiuti. “Tuttavia, come spesso accade, né la Commissione né il governo tedesco hanno agito in tal senso“, si legge in una nota ufficiale di Ryanair.
La risposta di Lufthansa: “Prendiamo atto”
Lufthansa ha preso atto della sentenza con toni cauti, senza annunciare ulteriori impugnazioni:
«Prendiamo atto della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Allo stesso tempo, vorremmo sottolineare che l’indagine della Commissione europea, in corso dal 2024 e destinata a sfociare in una nuova decisione, potrà ora tenere conto della sentenza della Corte. Ci impegneremo in modo costruttivo nel processo in corso e siamo in stretto contatto con tutte le istituzioni competenti.»
La sentenza arriva in un momento già difficile per il gruppo tedesco: Lufthansa è alle prese con una disputa sulle pensioni con il sindacato dei piloti, ha subito numerosi scioperi, ha tagliato 20.000 voli a corto raggio dal proprio operativo fino a ottobre 2026 e ha annunciato il ritiro definitivo di 27 aeromobili CityLine, citando l’aumento del costo del carburante e le agitazioni sindacali.
Cosa succede ora: il governo tedesco dovrà recuperare i fondi
Con la sentenza definitiva della Corte, il governo federale tedesco è ora obbligato a recuperare i 6 miliardi di euro — o la parte di essi ritenuta illegittima — da Lufthansa. La Commissione europea, nel frattempo, dovrà emettere una nuova decisione nell’ambito dell’indagine approfondita aperta nel 2024, questa volta tenendo conto dei rilievi dei giudici di Lussemburgo.
La questione dei 200 milioni di euro aggiuntivi, richiamata da Ryanair, rimane invece sul tavolo della Commissione, che dovrà decidere se e come procedere al recupero.
Il contesto: gli aiuti di Stato nell’aviazione post-Covid
Il caso Lufthansa non è isolato. Durante la pandemia, numerosi governi europei hanno sostenuto le proprie compagnie aeree di bandiera con ingenti risorse pubbliche. La Corte UE ha ribadito con questa sentenza che tali interventi, anche in condizioni di emergenza, devono rispettare rigorosamente le norme europee sulla concorrenza e le procedure del Temporary Framework.
Il messaggio è chiaro: nessuna compagnia, per quanto grande o strategicamente rilevante, può beneficiare di aiuti di Stato in violazione delle regole del mercato unico.
Domande frequenti (FAQ)
Lufthansa deve restituire tutti i 6 miliardi?
Non necessariamente nella loro interezza. La sentenza annulla la decisione con cui la Commissione aveva autorizzato la ricapitalizzazione. Spetta ora alla Commissione, nell’ambito della sua nuova indagine, quantificare con precisione l’importo da recuperare, che potrebbe coincidere con l’intera somma o con una parte di essa.
Lufthansa può ancora fare ricorso?
No. La sentenza della Corte di Giustizia dell’UE è definitiva e non è soggetta a ulteriori impugnazioni nel sistema giurisdizionale europeo.
Cos’è il Temporary Framework sugli aiuti di Stato?
È il quadro normativo temporaneo introdotto dalla Commissione europea a marzo 2020 per consentire agli Stati membri di sostenere le imprese colpite dalla pandemia, nel rispetto di determinate condizioni e limiti previsti dal diritto UE.
Perché Ryanair ha fatto ricorso?
Perché, non avendo ricevuto aiuti statali, ha dovuto affrontare la crisi pandemica con le proprie risorse, ritenendo che il salvataggio di Lufthansa creasse una distorsione della concorrenza nel mercato aereo europeo.
Leggi Anche: Lufthansa cancella 20.000 voli fino a ottobre 2026: la crisi carburante colpisce l’estate europea
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