Il quinto tentativo è quello buono. Dopo una serrata trattativa, easyJet ha accettato l’offerta di Castlelake, annunciando il raggiungimento di un principio d’accordo per cedere l’intero capitale azionario alla società di investimento statunitense.
La nuova proposta mette sul piatto 6,90 sterline per azione (pari a 8,05 euro), portando la valutazione complessiva della compagnia low cost britannica a 5,2 miliardi di sterline (circa 6,1 miliardi di euro). Un’operazione mastodontica che ridisegna gli equilibri del trasporto aereo europeo.
I numeri del maxi accordo easyJet-Castlelake
L’acquisizione non è solo una questione finanziaria, ma sposta asset strategici di enorme valore nel mercato globale dell’aviazione. Castlelake – che deteneva già il 2,14% della compagnia – si assicura il controllo di:
- 366 aeromobili di ultima generazione
- Oltre 1.200 rotte commerciali
- Operatività radar in 37 Paesi
Il Consiglio di Amministrazione di easyJet ha giudicato la cifra congrua e si è detto pronto a raccomandare l’offerta agli azionisti non appena questa verrà formalizzata in un’offerta vincolante. Il mercato ha reagito immediatamente con entusiasmo: il titolo easyJet è volato in Borsa, registrando un balzo del 10%.
Scacco matto alla quinta mossa: la cronologia della scalata
Castlelake è riuscita ad andare a dama dopo un pressing asfissiante durato poco più di un mese. Il CdA della low cost britannica aveva infatti eretto un muro contro i primi quattro assalti, giudicando le offerte precedenti come “opportunistiche” perché sfruttavano un momento di debolezza del titolo, condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Ecco come si è evoluta la trattativa in cinque tappe:
| Tentativo | Offerta per Azione (Euro) | Esito |
| 1° – 29 Maggio | 6,54 € | Respinta |
| 2° | 7,00 € | Respinta |
| 3° | 7,29 € | Respinta |
| 4° | 7,59 € | Respinta |
| 5° – Oggi | 8,05 € (6,90 £) | Accettata (Principio d’accordo) |
Il retroscena: dietro il successo della cordata americana c’è anche una figura chiave: Peter Bellew, ex direttore operativo di easyJet uscito bruscamente dall’azienda nel 2022, il cui know-how interno ha pesato sensibilmente nella strategia di Castlelake.
I nodi da sciogliere: la scadenza e i paletti UE
Nonostante il principio d’accordo, la partita non è tecnicamente chiusa. La scadenza regolamentare “put up or shut up” (dentro o fuori) è stata ufficialmente fatta slittare al 3 agosto. Entro questa data, Castlelake dovrà presentare l’offerta formale che verrà poi sottoposta al voto definitivo degli azionisti.
Prima del sì definitivo restano però da superare i rigidi nodi normativi dell’Unione Europea. Per rispettare i tetti UE sulla proprietà straniera delle compagnie aeree (che impongono che la maggioranza della proprietà resti in mani europee per mantenere i diritti di volo interni), Castlelake ha dovuto strutturare l’operazione includendo partner strategici del Vecchio Continente, tra cui il colosso Brookfield.
Per la società di investimento USA si tratta di un riscatto importante dopo il tentativo fallito lo scorso maggio per l’acquisizione di Spirit Airlines.
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