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Terremoto in Colombia, la situazione dei voli oggi: cosa cambia per chi viaggia

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Terremoto in Colombia, aggiornamento sui voli: riaperti sei aeroporti su sette.

Il forte terremoto di magnitudo 7.4 che lo scorso 10 agosto ha colpito la Colombia occidentale, con epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, continua a condizionare in modo significativo la rete dei collegamenti aerei interni al Paese sudamericano. A due giorni dal sisma, che secondo le prime stime ha causato centinaia di vittime e danni ingenti a Cali, Pereira e in altre città della regione andina, la situazione degli scali aeroportuali sta progressivamente rientrando, pur con alcune criticità ancora aperte che meritano attenzione da parte di chi organizza trasferte verso il Paese.

L’impatto immediato del sisma sui trasporti aerei

Nelle ore immediatamente successive alla scossa, l’Aeronautica Civile della Colombia (Aerocivil) aveva disposto la sospensione delle operazioni di volo in sette scali del Paese: Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago, Buenaventura e, in un secondo momento, anche Cali, con il suo aeroporto internazionale Alfonso Bonilla Aragón. Il provvedimento, motivato da ragioni di sicurezza e dalla necessità di verificare l’integrità strutturale delle infrastrutture, ha interessato in particolare gli scali della cosiddetta regione del caffè, tra i dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca, le aree più duramente colpite dal sisma.

L’aggiornamento di oggi: sei aeroporti su sette hanno riaperto

Secondo quanto confermato oggi da Aerocivil, sei dei sette scali coinvolti hanno ripreso l’operatività. Cali e Quibdó lavorano ormai a pieno regime, mentre Armenia, Buenaventura e Manizales hanno riavviato i voli commerciali, seppure con alcune limitazioni operative legate ai controlli di sicurezza ancora in corso. Resta invece sospesa l’attività passeggeri all’aeroporto Matecaña di Pereira, dove i danni riscontrati sulla pista e sulla torre di controllo consentono per il momento soltanto voli di Stato e a scopo umanitario; una situazione analoga interessa lo scalo di Cartago. A ciò si aggiunge la chiusura temporanea dell’aeroporto di Popayán, determinata però non dal terremoto bensì dalle ceneri vulcaniche emesse dal vicino vulcano Puracé.

Il Governo colombiano ha dichiarato lo stato di disastro nazionale e ha ricevuto proposte di aiuti economici internazionali per un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di dollari, a conferma della portata dell’emergenza. La Farnesina, che segue l’evolversi della situazione in raccordo con la missione diplomatica a Bogotá, ha precisato che al momento non risultano cittadini italiani coinvolti negli eventi.

Le ricadute per i viaggiatori d’affari e le aziende

Per chi gestisce trasferte verso la Colombia, l’elemento più rilevante riguarda i collegamenti domestici: le tratte interne che toccano gli scali della regione del caffè restano soggette a cancellazioni, dirottamenti e ritardi, mentre i collegamenti internazionali verso l’hub di Bogotá non risultano compromessi dal sisma. Le travel management company e i responsabili di viaggio aziendale sono comunque chiamati a un’attenzione particolare nella gestione della duty of care per i dipendenti eventualmente in missione nelle aree colpite, verificando con le compagnie aeree lo stato effettivo dei voli prima di ogni spostamento e mantenendo canali di comunicazione attivi con i viaggiatori sul territorio. Aerocivil stessa raccomanda di controllare lo stato dei collegamenti direttamente con i vettori prima di recarsi in aeroporto, un’indicazione che vale a maggior ragione per chi pianifica scali intermedi nelle città colpite dal terremoto nei prossimi giorni.

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