Il nuovo Una Esperienze Milano CityLife, brand upper-upscale di Una Italian Hospitality a cui è stata affidata la gestione, aprirà nel quartiere glamour, nato nell’ex polo fieristico milanese, a settembre 2027. Ma già oggi il grattacielo di 90 metri e 22 piani progettato da Amdl Circle e Michele De Lucchi, troneggia su Viale Scarampo, la strada che costeggia FieraMilano City e che porta in traffico verso le autostrade e tangenziali milanesi, proprio di fronte alla fermata Portello della linea Lilla.
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Il quartiere CityLife di Milano si arricchisce di un nuovo albergo targato Una
Il percorso di rigenerazione dell’ex polo fieristico milanese, promosso da Fondazione Fiera Milano, che nel 2029 comprenderà anche il nuovo centro di produzione Rai, vedrà l’apertura a settembre ’27 dell’Una Esperienze Milano CityLife, per un investimento da 66 milioni di euro realizzato dal general contractor Nessi & Majocchi e affidato a Una.
“Siamo stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo per creare questo hotel e fare parte del progetto, promosso da Fondazione Fiera Milano, per trasformare un’area industriale in un nuovo punto di aggregazione per la città. La nostra ambizione è creare un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese, offrendo nuove occasioni di incontro, compreso un rooftop dedicato alla convivialità” il commento di sottolinea Giorgio Marchegiani, AD di Una Italian Hospitality.
L’hotel ospiterà 173 camere e, tra il diciottesimo e il ventunesimo piano, vi sarà un ristorante, una sky lounge e un belvedere. Le terrazze, per oltre 350 metri quadrati complessivi, si aprono sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città.
“La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato ‘verde minerale’. È una scelta importante, perché porta nel contesto di CityLife un’architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse, ma introducendo un carattere diverso. Non volevamo fare un altro edificio di vetro. Volevamo un’architettura che avesse un colore, una consistenza, una presenza fisica” racconta Michele De Lucchi, fondatore di Amdl Circle.
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