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Paesi Bassi, ridotta la tassa sui voli a lungo raggio

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Il governo olandese ridimensiona l’aumento della tassa sui passeggeri aerei previsto per il 2027. Per i voli oltre 5.500 chilometri l’aliquota scenderà a 59,43 euro.

Il governo dei Paesi Bassi ha rivisto al ribasso l’aumento della tassa sui passeggeri aerei previsto dal 2027. La tariffa applicata ai voli a lungo raggio, inizialmente destinata a salire fino a 74,81 euro per passeggero, sarà infatti fissata a 59,43 euro.

La modifica riguarda i collegamenti di oltre 5.500 chilometri e porta l’aliquota olandese allo stesso livello di quella applicata dalla vicina Germania sui voli a lungo raggio.

La decisione arriva mentre il settore dell’aviazione continua a guardare con attenzione all’evoluzione delle tasse aeroportuali e dei costi di viaggio, soprattutto per i mercati caratterizzati da una forte mobilità internazionale.

Olanda, dal 2027 tre fasce per la tassa sui voli

Dal 1° gennaio 2027 nei Paesi Bassi entrerà in vigore un sistema articolato su tre diverse aliquote, determinate dalla distanza percorsa.

Per i voli inferiori a 2.000 chilometri, la tassa sarà di 31,04 euro per passeggero. Per le tratte comprese tra 2.000 e 5.500 chilometri salirà a 49,87 euro, mentre per i collegamenti oltre i 5.500 chilometri sarà applicata la tariffa di 59,43 euro.

Il nuovo sistema era stato fortemente contestato dalle associazioni dell’industria aeronautica e dalle compagnie aeree, tra cui KLM, preoccupate per le possibili conseguenze sulla competitività degli aeroporti olandesi e sulla scelta dei passeggeri.

Il confronto con la Germania evidenzia infatti una differenza significativa soprattutto sulle tratte più brevi. In Germania le tariffe sono pari a 13,03 euro per i voli a corto raggio e 33,01 euro per quelli di medio raggio, contro i 31,04 e 49,87 euro previsti nei Paesi Bassi.

KLM: “Un passo positivo”, ma resta il rischio di traffico verso gli aeroporti esteri

KLM ha accolto favorevolmente la revisione dell’aliquota per i voli a lungo raggio, chiedendo però al governo olandese di intervenire anche sulle altre due fasce.

“La decisione del governo di portare la tassa sui passeggeri aerei a lungo raggio più vicina al livello tedesco è un passo positivo”, ha dichiarato un portavoce di KLM.

La compagnia sottolinea tuttavia che i Paesi Bassi restano più costosi di molti altri Paesi europei, con il conseguente rischio che una parte dei passeggeri scelga aeroporti oltreconfine.

Secondo KLM, l’allineamento con la Germania dovrebbe quindi riguardare anche le rotte a corto e medio raggio, così da tutelare la connettività e la competitività del Paese.

Per il business travel il tema assume particolare rilievo: la differenza di tassazione tra aeroporti vicini può infatti diventare uno degli elementi considerati nella scelta dello scalo di partenza, soprattutto per i mercati internazionali con alternative facilmente raggiungibili via terra.

Schiphol: “Preservare la nostra posizione competitiva”

Anche Amsterdam Airport Schiphol ha espresso sostegno alla decisione del governo.

Lo scalo ha ricordato il ruolo dell’aviazione nell’economia olandese e la necessità di mantenere condizioni competitive rispetto agli altri hub europei.

“Vogliamo preservarlo. Ciò richiede che restiamo consapevoli della nostra posizione competitiva, con politiche governative prevedibili e condizioni di parità in Europa”, ha sottolineato Schiphol.

Il tema della competitività degli hub è particolarmente rilevante per Amsterdam, che rappresenta uno dei principali punti di connessione internazionale per i Paesi Bassi e per il network di KLM.

Olanda, 90 milioni di euro per accelerare il SAF

Parallelamente alla revisione della tassa sui passeggeri, il governo olandese ha annunciato un’altra iniziativa destinata a incidere sul futuro dell’aviazione.

L’esecutivo collaborerà con Schiphol alla creazione di un fondo per accelerare l’adozione dei Sustainable Aviation Fuels (SAF).

L’iniziativa prevede un finanziamento complessivo di 90 milioni di euro tra il 2027 e il 2029. Il programma dovrà però ottenere il via libera della Commissione europea.

La strategia olandese si muove quindi su due fronti: da una parte la revisione della fiscalità sui passeggeri, dall’altra il sostegno alla transizione verso carburanti alternativi per l’aviazione. Due leve che avranno un impatto anche sui costi e sulle scelte future del trasporto aereo internazionale.

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