Il Gruppo Uvet chiude il 2025 con il miglior risultato della sua storia. Il giro d’affari complessivo raggiunge 886,9 milioni di euro, in crescita dell’11,8% rispetto ai 793,6 milioni del 2024, mentre l’EBITDA sale a 22,7 milioni di euro, con un incremento del 14,5%. A trainare la performance del gruppo è ancora una volta la divisione business travel: Uvet Global Business Travel (Uvet GBT), la joint venture con American Express Global Business Travel, ha chiuso l’anno con un giro d’affari di circa 677,8 milioni di euro, in aumento dell’11,9%, e un EBITDA di 14,4 milioni di euro (+12,4%).
Un percorso di crescita costante
“I risultati del 2025 riflettono la solidità, la visione strategica del nostro gruppo e l’efficienza operativa di ogni divisione, capacità che ci consentono di intercettare l’evoluzione dei mercati del turismo e di fornire servizi e soluzioni per ogni tipo di viaggi d’affari“, ha dichiarato Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, sottolineando come “il forte miglioramento della redditività operativa con l’EBITDA che cresce a doppia cifra a 22,7 milioni di euro e il giro d’affari che supera gli 885 milioni dimostrano la qualità del lavoro svolto da tutte le nostre persone“.
In occasione della presentazione dei dati, Patanè ha aggiunto alcuni dettagli sull’andamento della divisione turismo del gruppo, quella che raccoglie tour operator, rete di agenzie e le altre società leisure. L’EBITDA di quest’area, ha spiegato, è atteso a circa 5 milioni di euro a fine 2026, rispetto ai 4,2 milioni dell’anno precedente, con una crescita che il presidente definisce “costante e robusta”, sostenuta da una strategia di consolidamento più che di espansione: “Stiamo rafforzando quest’area step by step, senza cercare voli pindarici, ma cercando di portare avanti la nostra proposta in maniera concreta“.
Guardando al gruppo nel suo complesso, Patanè ha confermato che il tasso di crescita medio si attesta intorno al 13% annuo, un ritmo che intende mantenere anche nel 2027: “Non si può sempre crescere se non riesci a innovare, se non riesci a cambiare le tue proposte e a fare anche qualcosa di un po’ straordinario“, ha osservato, evidenziando come il percorso degli ultimi anni sia stato quello di consolidare l’offerta esistente piuttosto che moltiplicare le iniziative.

Le previsioni per il 2026
Il Gruppo Uvet conferma un trend positivo anche per la chiusura dell’anno in corso: le previsioni indicano un giro d’affari superiore ai 930 milioni di euro e un EBITDA oltre i 25,5 milioni, in ulteriore crescita rispetto ai 22,7 milioni del 2025 e ai 19,8 milioni degli anni precedenti. Anche in questo caso, ha detto Patanè, si tratta di “una crescita anche qui molto costante, robusta, che conferma il percorso che stiamo portando avanti”.
Nel dettaglio delle singole divisioni, i dati previsionali indicano un EBITDA di 15,3 milioni di euro per Uvet GBT, di 3,8 milioni per Uvet Hotels e di 1,4 milioni per Uvet Events, quest’ultima impegnata in un percorso di rafforzamento della comunicazione esterna attraverso un nuovo sito e i canali social, tra cui LinkedIn e Instagram. Uvet Viaggi e le altre società del gruppo chiuderanno l’anno con un EBITDA complessivo di circa 5 milioni di euro.
Fiducia dei clienti, visione, persone e tecnologia: le quattro leve di Uvet GBT
A illustrare più nel dettaglio la performance della divisione business travel è stato Massimo Di Pasquale, che segue la divisione Uvet Global Business Travel del gruppo. Di Pasquale ha ricondotto i risultati a quattro elementi che, a suo dire, spiegano il percorso di crescita: “Credo che, in base ai risultati che ci illustrava il presidente, ci siano quattro aspetti fondamentali da sottolineare”.
Il primo è la fiducia dei clienti, che Di Pasquale definisce “il nostro punto di partenza“, ricordando che la divisione punta a raggiungere 730 milioni di euro di giro d’affari: “I clienti per noi rappresentano un bene preziosissimo, e la loro fiducia è anche la nostra responsabilità di soddisfare e seguire le loro esigenze“. Il secondo elemento richiamato è la visione imprenditoriale, che secondo Di Pasquale «significa credere in un progetto, avere il coraggio di portarlo avanti e guardare non solo al risultato di domani, ma a quello di dopodomani». Il terzo riguarda la dedizione delle persone che lavorano quotidianamente a contatto con i clienti, comprese le situazioni di crisi ed emergenza: “Ci sono persone che affrontano imprevisti, risolvono problemi, supportano i clienti anche nei momenti più complessi. Una mail che dice «ti ringrazio perché non avrei saputo cosa fare senza di te” per noi è una grandissima soddisfazione».
Il quarto elemento è rappresentato dagli investimenti tecnologici, per un valore, secondo Di Pasquale, “di milioni di euro”: “Il nostro obiettivo non è introdurre tecnologia per inserire solo tecnologia, ma utilizzarla per migliorare concretamente la nostra qualità di servizio“. Sul fronte dei numeri, Di Pasquale ha indicato che l’integrazione diretta con i sistemi ERP dei clienti e con i booking tool ha permesso di raggiungere circa il 72% di automazione sulle oltre 3,5 milioni di transazioni gestite ogni anno dalla divisione, con picchi dell’85% di transazioni processate in self booking attraverso la piattaforma proprietaria del gruppo, sviluppata internamente e in uso da 15 anni.
Nuovi servizi digitali e duty of care
Di Pasquale ha anche anticipato una roadmap di nuovi rilasci tecnologici per i prossimi mesi. Il 28 settembre è prevista una versione aggiornata dell’app della divisione, mentre dal 15 ottobre sarà disponibile un nuovo servizio di geolocalizzazione pensato per la sicurezza dei viaggiatori d’affari, che consente al travel manager o alla security aziendale di individuare la posizione esatta di un dipendente in caso di necessità, attivabile direttamente dall’app. Dal 15 novembre, la stessa logica di localizzazione sarà estesa al booking tool della divisione, con una mappa che mostra in tempo reale dove si trovano i dipendenti in viaggio e quali servizi hanno prenotato: “Teniamo presente che ne sono capitate di ribelle nel passato: poter avere in un secondo l’elenco di tutti i dipendenti, in quale città si trovano e dove stanno andando, è il concetto di duty of care“, ha spiegato Di Pasquale. “Anche qua, la tecnologia resta uno strumento al servizio delle persone: non potrebbe produrre risultati senza le competenze, l’esperienza e la sensibilità di chi la utilizza“.
Anche sulla strategia commerciale, Di Pasquale ha rivendicato una linea selettiva: “La nostra crescita è una crescita importante: clienti nuovi che arrivano, pochissimi che vanno via. Non seguiamo logiche di mercato insostenibili: certe volte bisogna anche fare un passo indietro“, ha detto, riferendosi alla scelta di non inseguire tutte le gare basate esclusivamente sul prezzo.
Il quadro del gruppo
Il Gruppo Uvet è il polo italiano del turismo e della mobility management, con presenza in numerosi mercati europei tra viaggi leisure, business travel, eventi, mice e pharma. Tra i brand del gruppo figurano, oltre a Uvet Global Business Travel e Uvet Events, i tour operator Settemari e Amo il Mondo, il network di agenzie Uvet Viaggi e Turismo, Uvet Network, Last Minute Tour e la società di gestione alberghiera Uvet Hotels.
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok