Qualcuno tempo fa aveva vaticinato la sparizione dei mega-hub dove le compagnie aeree di riferimento fanno passare tutti (o quasi) i propri voli interconnettendo quelli a breve-medio raggio con quelli a lungo raggio (dall’inglese Hub and Spoke, mozzo e raggio, usato nell’aviazione, ma anche nella logistica, nella sanità e in tanti altri settori) a favore dei voli diretti. Ma questo non è accaduto. Anzi. E sulla scia del successo dei grandi hub mediorientali – da Abu Dhabi a Dubai o al Qatar- o, anche, del nuovo scalo di Istanbul (leggi qui: Il nuovo scalo di Istanbul collegato al centro città con una metro veloce, anzi velocissima) anche l’Est Europa (vedi La Polonia, che scommette su un nuovo mega hub europeo: apertura prevista nel 2032) nonché l’Africa vogliono diventare il ponte tra l’Europa e “l’ovest” del mondo e “l’Est o per l’intero Continente Nero”. In Etiopia, hub di Ethiopian Airlines, è infatti iniziato la costruzione del nuovo aeroporto di Bishoftu, quello che, secondo il primo ministro Abiy Ahmed diventerà il più grande scalo del continente africano. Sorgerà a sud-est della capitale Addis Abeba, e rappresenta un investimento stimato di 12,7 miliardi di dollari (circa 110 miliardi di euro).
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Il mega-aeroporto di Addis Abeba avrà una capacità da record
Il nuovo scalo della capitale etiope potrà raggiungere i 110 milioni di passeggeri all’anno, con una capacità di 60 milioni all’inaugurazione, prevista nel 2030, superando nettamente la capacità dell’odierno aeroporto internazionale di Bole, che può accogliere fino a 25 milioni di viaggiatori. La compagnia di bandiera Ethiopian Airlines, è un co-investitore nel “più grande progetto di infrastrutture aeroportuali nella storia dell’Africa”, come ha detto il primo ministro del Paese, consolidando così l’Etiopia come principale porta d’ingresso del trasporto aereo del Continente. Gli altri investitori sono la Banca africana di sviluppo, che ha destinato 500 milioni di dollari al progetto, mentre le autorità etiopi sono in trattative con la Banca asiatica di sviluppo, la Banca europea per gli investimenti e la Corporazione per la finanza per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti per raccogliere ulteriori capitali. Il progetto prevede inoltre un’autostrada che collegherà il nuovo aeroporto ad Addis Abeba e una ferrovia ad alta velocità di 38 chilometri, capace di raggiungere i 200 km/h.
Il sito del futuro aeroporto si trova nella zona di Oromia interessata a un conflitto a bassa intensità ed, esteso su 35 chilometri quadrati, ha già comportato il trasferimento di 2.500 agricoltori, ricollocati l’anno scorso con un costo di 350 milioni di dollari, come raccontato dall’amministratore delegato di Ethiopian Airlines, Mesfin Tasew Bekele.
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