Il “sistema America” trema sotto i colpi di uno scontro politico senza precedenti. Se avete un volo per gli Stati Uniti in programma, preparatevi: il viaggio potrebbe trasformarsi in un’odissea di oltre quattro ore tra i terminal di Atlanta, New York o Houston.
La causa del caos non è un guasto tecnico, ma lo shutdown (il blocco amministrativo) che paralizza Washington. Repubblicani e Democratici non trovano l’accordo sui fondi, e il risultato è drammatico: circa 50.000 dipendenti della TSA (l’agenzia per la sicurezza dei trasporti) stanno lavorando senza ricevere lo stipendio da metà febbraio.
La situazione è arrivata a un punto di rottura che si traduce in:
Fuga di massa dei dipendenti: oltre 480 addetti si sono già dimessi.
Assenteismo record: in alcuni scali mancano all’appello tra il 30% e il 50% del personale previsto.
Storie al limite: molti agenti, pur di continuare a lavorare, dormono in auto per risparmiare carburante o vendono il sangue per far fronte alle spese quotidiane.
Code da record: picchi di 4 ore e mezza
I tempi di attesa hanno raggiunto livelli mai visti nella storia dell’aviazione americana. Le file non intasano solo i varchi, ma invadono le aree bagagli e, in alcuni casi, si snodano fin fuori dagli edifici aeroportuali. La stessa amministratrice della TSA, Ha Nguyen McNeill, ha lanciato l’allarme: “L’operatività è ridotta al minimo proprio durante il picco dello Spring Break“.
Il rischio chiusura: Per gli aeroporti più piccoli la situazione è ancora più buia: se la carenza di personale dovesse aggravarsi, la TSA potrebbe essere costretta a chiudere temporaneamente interi scali.
L’ingresso dell’ICE e il nodo sicurezza
Per tamponare l’emergenza, il governo ha dispiegato centinaia di agenti dell’ICE (l’agenzia per l’immigrazione) in 14 hub principali. Il loro compito? Supporto non specialistico, come il controllo documenti. Una mossa che ha scatenato polemiche feroci, con il governo che ha dovuto persino chiedere ufficialmente agli agenti di non indossare i passamontagna durante i controlli nei terminal per non spaventare i passeggeri.
L’ombra sui Mondiali 2026
Il tempismo non potrebbe essere peggiore. Gli Stati Uniti si preparano a ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2026 in estate, un evento che richiederà una macchina organizzativa perfetta.
Il problema è che formare un nuovo addetto alla sicurezza richiede dai 4 ai 6 mesi. Se il Congresso non sblocca i fondi immediatamente, gli USA rischiano di arrivare all’appuntamento più importante dell’anno con un sistema aeroportuale al collasso e un danno d’immagine incalcolabile.
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