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Cristi Medioriente: easyJet registra perdite fino a 560 milioni di sterline

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Perdita fino a 560 milioni di sterline nel primo semestre fiscale 2026. Il caro carburante e le tensioni geopolitiche frenano la performance, mentre calano le prenotazioni future

Effetto Medio Oriente sui conti di easyJet. La compagnia aerea britannica ha annunciato, nel suo ultimo trading update, una perdita ante imposte compresa tra 540 e 560 milioni di sterline per i primi sei mesi dell’esercizio fiscale 2026.

A pesare in modo significativo è stato il costo del carburante: solo nel mese di marzo il conflitto in Medio Oriente ha generato un impatto negativo di circa 25 milioni di sterline. I risultati semestrali completi saranno pubblicati ufficialmente il prossimo 21 maggio 2026.

Mercati finanziari in calo dopo il profit warning

Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sulla fiducia degli investitori. Dopo il profit warning, il titolo easyJet ha registrato un’apertura in forte ribasso alla Borsa di Londra, arrivando a perdere l’8,7% per poi chiudere con un calo intorno al 3%.

Un segnale chiaro delle preoccupazioni del mercato per l’evoluzione dei costi operativi e della domanda nei prossimi mesi.

Domanda positiva, ma prenotazioni future in calo

Nonostante il contesto complesso, easyJet evidenzia alcuni segnali contrastanti. Nel primo semestre, la domanda è rimasta solida, con un load factor pari al 90%, indicatore di un buon riempimento dei voli.

Tuttavia, emergono criticità sul fronte delle vendite future: le prenotazioni per il terzo e quarto trimestre risultano in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, segnalando un possibile rallentamento della domanda nei mesi successivi.

Strategia sul carburante: copertura al 70% per l’estate

Per mitigare la volatilità dei prezzi energetici, la compagnia ha già coperto il 70% del fabbisogno di carburante per la stagione estiva, bloccando il prezzo a 706 dollari per tonnellata di jet fuel.

Una strategia che offre maggiore visibilità sui costi, ma che non è stata sufficiente a compensare gli effetti immediati dell’instabilità geopolitica.

“easyJet ha registrato una domanda costantemente positiva nel primo semestre. Nonostante questo, la nostra performance finanziaria è peggiorata rispetto all’anno precedente, risentendo del conflitto in Medio Oriente e del contesto competitivo in alcuni mercati”, ha dichiarato l’amministratore delegato,Kenton Jarvis, che ha poi sottolineato la resilienza del gruppo: “Dopo il periodo delle vacanze pasquali più intenso di sempre, il potenziamento operativo in vista del picco estivo prosegue come previsto. La solidità finanziaria di easyJet, con un bilancio investment grade e una liquidità di 4,7 miliardi di sterline, ci consente di affrontare le attuali sfide geopolitiche restando focalizzati sugli obiettivi di medio termine“.

Espansione internazionale: nuova base a Marrakech

Parallelamente alle difficoltà congiunturali, easyJet prosegue il proprio piano di sviluppo. La compagnia ha infatti inaugurato la sua prima base africana a Marrakech, con tre aeromobili basati.

Un investimento strategico che punta a rafforzare la presenza nel mercato leisure e a intercettare la crescente domanda verso il Nord Africa.

Prospettive tra incertezza e resilienza

Il quadro che emerge è quello di una compagnia solida ma esposta alle turbolenze geopolitiche e all’andamento dei costi energetici.

Se da un lato la domanda resta sostenuta e la struttura finanziaria appare robusta, dall’altro l’incertezza internazionale e il calo delle prenotazioni future rappresentano variabili chiave da monitorare nei prossimi mesi, soprattutto in vista della stagione estiva, cruciale per i risultati annuali del gruppo.

Leggi Anche: Attacco all’Iran (ma non solo): manca il Jet Fuel

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