Dubai guarda avanti, e lo fa partendo da una ripresa ancora da completare. Ieri sera si è svolto a Milano l’evento “Dubai: What’s Next”, dedicato alle novità della destinazione e alle opportunità per il mercato italiano.
Moderati da Marcella Re, Account Director Italy del Dubai Department of Economy and Tourism, sono intervenuti Amna Bin Shafi, Manager International Operations e Head of Region Italy del Dubai Department of Economy and Tourism, e Marco D’ilario, Country Manager Italia di Emirates. Il filo conduttore è stato la continuità dell’esperienza, dal volo al soggiorno, con tour operator e agenzie chiamati a tradurla in proposte riconoscibili e in consulenza.

I numeri di una destinazione che non si ferma
Tra gennaio e agosto 2026 Dubai ha accolto 6,97 milioni di visitatori internazionali. Agosto, con circa 869 mila arrivi, è stato il mese migliore da febbraio. Nello stesso periodo gli hotel hanno registrato 21,61 milioni di notti-camera occupate; ad agosto l’occupazione ha raggiunto il 66%, dopo il 36% di marzo, pari all’89% del livello di agosto 2025. Sono segnali di recupero dopo lo shock regionale, da non confondere con un pieno ritorno ai risultati precedenti: il 2025 si è chiuso con 19,59 milioni di visitatori e l’obiettivo 2026, prima del conflitto, era quota 20 milioni. Al centro della strategia resta la ‘Quality of life’, pensata per chi visita Dubai e per chi ci vive e ci lavora, sia per il turismo leisure sia per il business travel.
La risposta alla crisi regionale
La crisi regionale, esplosa il 28 febbraio 2026, ha condizionato i volumi, ma la destinazione ha risposto puntando sul coordinamento tra pubblico e privato. Un primo pacchetto da un miliardo di dirham è stato lanciato a marzo e un secondo da 1,5 miliardi a maggio, per un totale di 2,5 miliardi di dirham (circa 680 milioni di dollari) destinati a garantire liquidità alle imprese dei settori colpiti, dal turismo alla logistica. Come ha spiegato Hoor Al Khaja, senior vice president international operations del Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing, la promozione viene calibrata sulle condizioni dei singoli mercati e si concentra dove i collegamenti aerei sono ripristinati. Emirates ha riportato la rete al 97% delle destinazioni servite, 138 in 72 Paesi, con oltre 1.600 voli settimanali, mentre la capacità in posti e voli a fine agosto era intorno al 93%. Tra le iniziative per riattivare la domanda c’è anche Dubai Invite, la campagna che ha coinvolto i residenti come ambasciatori della città, con sconti e voucher per chi accoglie amici e parenti: ha raccolto 90 mila segnalazioni e attivato oltre 30 mila pacchetti benefit.
Mercati di provenienza e offerta ricettiva
L’Europa occidentale resta il principale bacino di provenienza, con 1,365 milioni di visitatori (20% del totale) tra gennaio e agosto, davanti ad Asia meridionale (1,143 milioni, 17%) e area Gcc (1,134 milioni, 16%). Secondo la destinazione, la composizione della domanda è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2025, con scostamenti di un paio di punti percentuali tra i mercati. Ad agosto l’offerta ricettiva contava 794 strutture e 148.796 camere, con un’occupazione media del 60%.
| Categoria | Strutture | Camere | Quota offerta | Occupazione |
| 5 stelle | 162 | 51.846 | 35% | 52% |
| 4 stelle | 194 | 43.464 | 29% | 61% |
| 1-3 stelle | 263 | 28.331 | 19% | 67% |
| Aparthotel deluxe e superior | 82 | 13.591 | 9% | 68% |
| Aparthotel standard | 93 | 11.564 | 8% | 73% |
Infrastrutture e mobilità: investimenti che cambiano l’esperienza
Amna Bin Shafi ha ricordato “come l’evoluzione faccia parte dell’identità di Dubai, nel quadro di D33, l’agenda che punta a raddoppiare l’economia della città entro il 2033 e a collocarla tra le prime tre città globali” Il progetto più rilevante è l’Al Maktoum International Airport, accanto al Dubai International, già primo scalo al mondo per traffico internazionale: l’investimento previsto è di 128 miliardi di dirham (circa 31,2 miliardi di euro), per una capacità finale di 260 milioni di passeggeri l’anno. La seconda pista è attesa entro la fine del 2027, quando dovrebbero iniziare i primi trasferimenti da Dubai International, mentre la prima fase operativa, da 150 milioni di passeggeri, è prevista per il 2032. Sul fronte della mobilità, da fine settembre Dubai è entrata nel servizio passeggeri di Etihad Rail, parte della rete che collega i sette emirati, con 64 minuti di viaggio verso Abu Dhabi. La futura Blue Line della metropolitana aggiungerà 30 chilometri alla rete, con apertura prevista nel 2029.
Il concetto di città dei 20 minuti, legato alla Quality of Life Strategy 2033 e al Piano urbano 2040, punta a rendere accessibile entro quel tempo l’80% delle necessità quotidiane, a piedi, in bicicletta o con mobilità sostenibile. Per i viaggiatori italiani, particolarmente interessati a sole e mare nei mesi autunnali e invernali, uno dei progetti più rilevanti è l’espansione delle spiagge, con una capacità destinata ad aumentare del 170%, a cui si affianca un ampliamento del 180% della superficie dei parchi pubblici. Tra le novità recenti ci sono la riqualificazione di Khor Al Mamzar Beach, su circa 255.000 metri quadrati, con 3,6 km di spiaggia e oltre 5,5 km di percorsi per camminare, correre e pedalare, e il nuovo Central Park a Wasl Gate, di circa 82.700 metri quadrati, con spazi verdi e attrezzature per l’attività all’aperto. Completa il quadro l’attenzione alla salute fisica e mentale.

Ospitalità e nuove aperture
Sul versante dell’offerta, la destinazione ha continuato a investire anche in questi mesi. Nell’ospitalità convivono la rinnovata icona del Burj Al Arab e nuovi nomi come l’Hoxton, molto apprezzato dagli italiani, il Mandarin Oriental su Sheikh Zayed Road e il Ciel Dubai Marina del gruppo Ihg, indicato come l’hotel più alto del mondo; sono attese le aperture di Six Senses, Rosewood e Baccarat. Nella ristorazione spiccano i nuovi Siena e Iris, mentre nel retail sono arrivati Primark e Ulta Beauty. Tra i progetti in programma figurano il piano di sviluppo di Hatta, il distretto culturale di Dubai South, il Dubai Exhibition Centre, Aman Dubai, Therme Dubai, Palm Jebel Ali e il museo d’arte progettato da Tadao Ando sul Dubai Creek. Il calendario degli eventi, consultabile sul sito Dubai Calendar e in versione app, offre uno strumento utile anche a chi deve costruire proposte su misura per i propri clienti.
Emirates: qualità del volo e flessibilità
Marco D’ilario ha sottolineato la coerenza tra gli investimenti della città e quelli della compagnia, “tutti orientati a migliorare il tempo a bordo: dall’A350 sulla Bologna-Dubai al rinnovamento delle cabine, con la premium economy, una cabina con una propria identità pensata sia per chi viaggia per lavoro sia per chi cerca più comfort in vacanza, fino a intrattenimento e connettività“. Grande attenzione anche alla flessibilità: oggi il passeggero può cambiare data, chiedere il rimborso e bloccare la tariffa per 24 ore, strumenti che danno serenità a chi prenota. Sul fronte dell’intermodalità, Skywards Rail permette di usare le miglia per acquistare biglietti ferroviari, anche in Italia, ampliando le possibilità di combinare treno e aereo. Agli operatori del trade D’Ilario ha consigliato di non puntare sul prezzo, ma sulla qualità dell’intera esperienza, dal volo alla permanenza fino al ritorno: chi consiglia i viaggi vende un’esperienza, non un pacchetto. Per sostenere la distribuzione, Emirates e il Dubai Department of Economy and Tourism hanno avviato un programma congiunto che premia gli agenti che vendono Dubai. D’ilario ha ricordato infine i collegamenti da Bologna, Venezia, Roma e Milano.

Sostenibilità e accessibilità
Sulla sostenibilità, D’Ilario ha ricordato le leve su cui lavora Emirates: la scelta dei carburanti, aeromobili con consumi ridotti, procedure di volo che limitano il carburante, uso di plastica riciclata e una fattoria verticale che produce ortofrutta riducendo il consumo di acqua. Ha invitato gli agenti di viaggio a vestire sempre più il ruolo di consulenti, aiutando clienti e aziende, in particolare quelle che vogliono compensare le emissioni, a scegliere con consapevolezza.
Sul lato della destinazione, Bin Shafi ha richiamato il percorso verso il Net Zero 2050 e il Dubai Sustainable Tourism Stamp, basato sulla verifica annuale delle prestazioni degli hotel: nel secondo ciclo, annunciato nel 2025, il riconoscimento è andato a 153 strutture (+118% sulla prima edizione), mentre nel terzo ciclo del 2026 gli hotel riconosciuti sono 237, con un aumento del 55%. L’iniziativa Dubai Can misura invece l’impatto dei comportamenti quotidiani, anche dei visitatori, e secondo le ultime comunicazioni ha evitato l’uso di oltre 48 milioni di bottiglie di plastica monouso.
Spazio anche all’accessibilità, tema su cui Dubai ha ottenuto nel 2025 la certificazione di prima Certified Autism Destination dell’emisfero orientale, frutto di un lavoro condiviso tra trasporti, strutture ricettive e attrazioni, con oltre 70 mila persone formate sull’autismo e sulle esigenze sensoriali. Tra gli esempi c’è una spiaggia pubblica gratuita con rampa fino all’acqua, sedia a rotelle galleggiante e assistenza del bagnino. Emirates ha realizzato iniziative dedicate ai bambini con autismo e alle loro famiglie, per far familiarizzare i ragazzi con i punti di contatto del viaggio, dall’aeroporto all’imbarco. Per D’Ilario l’inclusività è un dovere morale e funziona solo se il coordinamento coinvolge tutta la filiera, perché un’attenzione che si perde in destinazione rende meno efficace il lavoro fatto altrove.
Il futuro: pianificare per i decenni a venire
La chiusura ha riportato l’attenzione sulla visione di lungo periodo. Dubai non pianifica nell’arco di pochi mesi, ma per i decenni a venire, nel quadro di D33, con l’obiettivo di essere non solo la prima destinazione, ma il miglior luogo al mondo in cui visitare, vivere, investire e lavorare. Per il mercato italiano, sofisticato e attento a cultura, design e autenticità, l’ambizione è offrire non solo un motivo per visitare, ma anche per tornare e valutare di trasferirsi. Anche i ritorni contano: i repeater sono in media il 25% dei visitatori su base annua, e gli stopover, pur riducendo la permanenza media, generano valore. A chi non c’è mai stato la destinazione suggerisce l’inverno, tra novembre e marzo, con l’alba nel deserto, il pomeriggio in spiaggia e la sera nella vecchia Dubai tra souk e cucina araba.
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