Più voli da Roma, Milano, Firenze e Rimini, i treni diretti verso Monaco e poi Berlino all’orizzonte, nuovi hotel con spazi congressuali e una capitale che tra riaperture di musei e nuove attrazioni promette di allungare i soggiorni. È il quadro che la Germania ha presentato alla stampa italiana a Milano, il 27 ottobre, ai Chiostri di San Barnaba, in una serata organizzata dall’Ente Nazionale Germanico per il Turismo insieme a VisitBerlin e alla Fondazione dei Castelli e Giardini Prussiani di Berlino-Brandeburgo.
Per chi gestisce le trasferte aziendali, il messaggio è duplice: la destinazione diventa più facile da raggiungere e, al tempo stesso, offre più ragioni per trasformare un viaggio di lavoro in un soggiorno più lungo, in linea con la tendenza al bleisure che le aziende stanno già sperimentando.

Un 2026 a due velocità e un mercato che resta strategico
A fare il punto sull’andamento del mercato italiano è stata Agata Marchetti, direttrice dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo, che ha descritto un anno in due tempi. “Quest’anno è cominciato bene e poi a marzo è arrivato un deciso calo dovuto a condizioni da noi non controllabili e non prevedibili», ha spiegato. «Questa tendenza negativa è durata per tutta la primavera. Poi, quando è cominciata la terza stagione, abbiamo ripreso quota e abbiamo chiuso agosto con un +5,2% rispetto all’anno scorso”.
I numeri di fondo restano solidi. Nel 2025 i viaggiatori italiani hanno generato 3,4 milioni di pernottamenti in Germania, con una permanenza media di 5,8 notti, mentre nei primi otto mesi del 2026 il mercato registra una sostanziale tenuta, con un lieve arretramento dello 0,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Davanti ci sono, ha ricordato Marchetti, alcuni dei mesi più importanti per la destinazione, con le proposte per Natale e Capodanno, e la fiducia di chiudere l’anno in positivo.
Il segmento d’affari pesa per un quinto dei soggiorni: nel 2025 il 68% dei viaggi italiani in Germania è stato per vacanza, il 20% per motivi di lavoro e il 13% per visite a parenti e amici. Il 51% dei viaggi riguarda le città e il 66% dei visitatori è repeater, cioè già stato almeno una volta nel Paese.
Aerei e treni: più collegamenti con Berlino
L’accessibilità è il primo tema per chi organizza una trasferta. “La Germania è una destinazione di prossimità per gli italiani, ma il 53% dei nostri ospiti arriva in aereo, un 31% in auto“, ha sottolineato Marchetti. Proprio sul fronte aereo la presentazione ha messo in fila le novità, che per Berlino disegnano un’offerta più ampia da diversi aeroporti italiani.
| Compagnia | Collegamento | Dal |
| Eurowings | Roma Fiumicino – Berlino, 4 voli a settimana | Novembre 2026 |
| easyJet | Milano Linate – Berlino (oltre a Malpensa) | Inverno 2026/2027 |
| Wizz Air | Milano Malpensa – Berlino, voli giornalieri | Dicembre 2026 |
| easyJet | Rimini – Berlino, 2 voli a settimana | Aprile 2027 |
| Volotea | Firenze – Berlino, voli giornalieri | Giugno 2026 |
Ancora più significativo, nel medio periodo, è il capitolo ferroviario. “Il treno vede un aumento sostanziale dei viaggi: rispetto al 2025 abbiamo già un 19%, ma il dato rispetto al 2024 è impressionante, perché si parla di un 140% in più di viaggi in treno”, ha detto la direttrice. Una crescita che, nelle sue parole, sarà favorita dai nuovi collegamenti: dal 2027 i treni collegheranno Milano e Roma con Monaco di Baviera e dal 2028 arriveranno fino a Berlino, da Roma e da Napoli. “È un progetto ambizioso, ma si può fare“, ha aggiunto, spiegando che i convogli sono già in test sulle infrastrutture tedesche da alcuni mesi e che si attendono gli ultimi permessi.
Il viaggio d’affari cambia: dal business al bleisure
Marchetti ha dedicato un passaggio specifico al business travel, segmento che la Germania considera rilevante e in trasformazione. “Sappiamo che la Germania ha anche una buona fetta di mercato destinata ai viaggi business. Questi però si stanno trasformando“, ha osservato, citando termini ormai entrati nell’uso come bleisure e workation: significa che le aziende prolungano il viaggio, che di fatto diventa una vacanza dopo la prima parte di lavoro.
È un cambio di abitudini che si lega al profilo del viaggiatore italiano, che secondo i dati presentati si ferma più a lungo che in passato e che mette al centro cultura, enogastronomia e personalizzazione: per il 76% degli italiani è un fattore importante o molto importante nella scelta della destinazione, contro una media internazionale del 68%. Anche per questo, ha spiegato Marchetti, cresce l’interesse per i viaggi itineranti che partono da Berlino e scoprono i dintorni, fino a Potsdam, raggiungibile dalla capitale con i mezzi pubblici.

Berlino 2027: musei, nuove attrazioni e hotel per le trasferte
Ad entrare nel dettaglio delle novità della capitale è stato Carlo Carbone, Market & Media Relations Manager VisitBerlin, che ha aperto con l’aggiornamento sui lavori all’Isola dei Musei, nel cui master plan tre dei cinque musei storici sono già stati completamente restaurati: il Neues Museum, il Bode-Museum e l’Alte Nationalgalerie. Pronta anche la prima parte della passeggiata archeologica, il passaggio sotterraneo che collegherà i musei offrendo spazi espositivi aggiuntivi. Davanti all’isola si trova l’Humboldt Forum, ricostruzione dell’antico Palazzo Reale su progetto dell’architetto italiano Franco Stella.
La data da segnare è quella del 4 giugno 2027, quando il Pergamonmuseum riaprirà parzialmente le porte, con l’altare di Pergamo e il Museum für Islamische Kunst, che ospita la più grande collezione di arte islamica fuori dal mondo islamico, compresa la stanza di Aleppo. La parte dedicata a Babilonia, chiusa l’anno scorso, richiederà invece ancora dai sei agli otto anni di lavori. Nel 2027 sono attese anche la riapertura del Bauhaus-Archiv, che diventerà il più grande museo al mondo dedicato alla storia e al design del Bauhaus, quella di Spreepark, l’ex parco divertimenti della DDR trasformato in spazio per arte e cultura con la ruota panoramica restaurata che tornerà in funzione, e l’apertura di Ocean Berlin, uno dei più grandi acquari d’Europa, nella zona di Rummelsburg, a Lichtenberg, con circa 10mila metri quadrati di esposizione, 400 specie e una vasca da 7,5 milioni di litri.
Per chi pianifica trasferte e eventi, la parte più concreta riguarda l’ospitalità. Tra i nuovi progetti, Carbone ha citato Villa Viva Holzmarkt, sulle rive della Sprea, con 155 camere e apertura a inizio 2027, che destina parte dei profitti a progetti per l’acqua potabile; lo Schulz Hotel, con circa 320 camere; l’ampliamento dell’Estrel, il più grande hotel della Germania, che avrà una nuova torre con oltre 500 camere e spazi congressuali; e il CityHub, in apertura a fine 2027, con capsule per dormire più spaziose di quelle asiatiche, formula pensata per chi cerca un alloggio economico fuori dagli schemi. Sul versante gastronomico, Berlino conta 19 ristoranti con complessivamente 25 stelle Michelin.
Eventi e spettacoli: l’offerta dopo le riunioni
Un’agenda ricca di appuntamenti durante tutto l’anno è, per Carbone, uno dei punti di forza della città. “Berlino è una città dove si trova sempre qualcosa da scoprire”, ha detto, portando l’esempio di «Alizé», lo spettacolo del Cirque du Soleil che è la prima residenza permanente della compagnia in Europa, creata appositamente per Berlino e ospitata al teatro di Potsdamer Platz. “Per vedere uno show del Cirque du Soleil a Las Vegas parliamo di un ingresso minimo di circa 100 dollari; a Berlino si comincia da 40 euro, che è molto giusto per la qualità dello spettacolo“, ha spiegato. Tra i suoi luoghi preferiti, il teatro Chamäleon, circo contemporaneo con servizio al tavolo, che si segue anche senza parlare tedesco.
Per gli appassionati di musica classica ci sono tre teatri d’opera, la Filarmonica e il Konzerthaus sul Gendarmenmarkt, rinnovato l’anno scorso. E con l’arrivo dell’inverno partirà la stagione dei mercatini, fino a 60 in tutta la città. Il suo preferito? Quello davanti al Castello di Charlottenburg, “forse anche perché si trova proprio vicino a casa mia, ma trovo che sia bellissimo“. A completare l’offerta natalizia, il Christmas Garden nel giardino botanico.

Castelli e giardini prussiani: l’estensione naturale del soggiorno a Potsdam
Il secondo asse della serata è stato il patrimonio della Fondazione dei Castelli e Giardini Prussiani, presentato da Jeannette Birk, responsabile del turismo: più di 30 tra palazzi, parchi e giardini tra Berlino, Potsdam e il Brandeburgo, in parte inseriti nel patrimonio mondiale Unesco. Il castello di Charlottenburg è aperto tutto l’anno e dal 25 settembre 2027 a gennaio 2028 ospiterà la mostra sul dolce come strumento di potere e ricchezza alla corte, in dialogo con i temi del cibo e del contesto coloniale.
Potsdam, a 34 chilometri da Berlino e con almeno 16 palazzi, è per la Fondazione una tappa da non liquidare in mezza giornata, tanto più per un pubblico italiano che qui ritrova richiami familiari, come il Museum Barberini, ispirato al palazzo romano e legato alla collezione di impressionisti del fondatore di SAP, Hasso Plattner. A Sanssouci, residenza intima di Federico il Grande, la visita si fa con l’app multilingue o in gruppo, e nel Nuovo Palazzo tornerà accessibile nel 2027 la Galleria Superiore, chiusa da oltre trent’anni, con opere di Artemisia Gentileschi, Guido Reni e Luca Giordano.
Per il business travel, il filo conduttore è chiaro: una destinazione sempre più accessibile, con un’offerta ricettiva e congressuale in crescita e un sistema culturale capace di allungare e arricchire la trasferta, da Berlino fino a Potsdam.
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