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La multimodalità secondo il Gruppo Lufthansa. A quando anche Ita sulla mappa?

28/09/2026

In questo articolo

Questo progetto interessa 65 destinazioni per 1,1 milioni di passeggeri, serviti grazie a partner quali Deutsche Bahn, l'austriaca OBB, la svizzera SBB, o la belga BeNeRail. Intanto Ita Airways si accorda con Italo in Italia

La multimodalità per gli hub europei spinge verso i collegamenti ferroviari. In Francia è addirittura legge. La legge francese sul clima “Climat et Résilience” del 2021, entrata in vigore a maggio 2023 vieta infatti i voli domestici a corto raggio se esiste un’alternativa in treno inferiore a 2 ore e mezza, ma esclude esplicitamente i voli di raccordo (vols de correspondance o feeder) collegati a un viaggio intercontinentale... Sebastiano Loerke, Responsabile degli affari europei per il Gruppo Lufthansa ha invece presentato alla Florence School of Regulatory, il progetto che il Gruppo Lufthansa sta sviluppando insieme a diversi partner ferroviari (vedi foto in apertura) per fornire la tratta ferroviaria più il volo, non solo intercontinentale, in un unico biglietto.

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La multimodalità secondo il Gruppo Lufthansa

Loerke ha sottolineano come questo progetto interessa 65 destinazioni per 1,1 milioni di passeggeri, serviti grazie a partner quali Deutsche Bahn, l’austriaca OBB, la svizzera SBB, o la belga BeNeRail. Quando entrerà sulla mappa anche Ita con Italo come scrivemmo qui: Ita Airways accelera sull’intermodalità con Italo?

“Noi ci impegniamo a offrire opzioni di viaggio alternative per i voli feeder verso uno dei nostri hub. Ma la diffusione rimane inferiore a quanto vorremmo. Se vogliamo cambiare questa situazione, dobbiamo concentrarci su: migliorare i collegamenti ferroviari ad alta velocità nei principali hub aeroportuali, poiché il tempo di viaggio è un fattore critico per la multimodalità; ma anche la movimentazione dei bagagli, evitando di ritirare e portare manualmente i bagagli durante il cambio aereo-ferroviario e viceversa; affrontare i vincoli di capacità ferroviaria, consentendo collegamenti ferroviari più frequenti e affidabili e integrare meglio gli ecosistemi industriali, consentendoci di allontanarci dall’integrazione bilaterale” ha raccontato Loerke.

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