La crisi in Medio Oriente continua a influenzare pesantemente il traffico aereo internazionale. Nella giornata di oggi, 6 marzo, un numero limitato di collegamenti è tornato operativo grazie alle decisioni di Emirates e Etihad Airways, che hanno programmato alcune rotte dai loro hub del Golfo per consentire il graduale ripristino dei viaggi e facilitare il rientro dei passeggeri bloccati.
Lo spazio aereo della regione resta tuttavia in gran parte chiuso, a causa delle tensioni legate al lancio di missili e droni contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Le autorità stanno gestendo l’emergenza con voli charter e posti limitati sui collegamenti commerciali, utilizzati soprattutto per evacuare decine di migliaia di persone rimaste nella regione.
Operativo limitato di Etihad fino al 19 marzo
In una nota ufficiale, Etihad Airways ha annunciato la ripresa di un programma di voli ridotto dal 6 al 19 marzo, con collegamenti dall’hub di Abu Dhabi verso circa 70 destinazioni internazionali.
Tra le principali città servite figurano:
| Destinazione | Paese |
|---|---|
| Londra | Regno Unito |
| Parigi | Francia |
| Francoforte | Germania |
| Delhi | India |
| Aeroporto di Milano Malpensa | Italia |
| New York | Stati Uniti |
| Roma | Italia |
| Toronto | Canada |
| Tel Aviv | Israele |
L’obiettivo della compagnia è garantire una rete minima di collegamenti internazionali mentre la situazione nello spazio aereo mediorientale resta incerta.
Emirates mantiene un network ridotto
Anche Emirates ha annunciato un operativo ridotto fino a nuovo avviso, con collegamenti attivi verso 82 destinazioni globali. Tra le principali rotte confermate:
| Destinazione | Paese |
|---|---|
| Londra | Regno Unito |
| Sydney | Australia |
| Singapore | Singapore |
| New York | Stati Uniti |
La compagnia ha inoltre precisato che i passeggeri in transito nell’hub di Aeroporto Internazionale di Dubai saranno accettati solo se il volo di coincidenza risulterà operativo, per evitare nuovi blocchi di viaggiatori nello scalo.
Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio voli Flightradar24, riportati da Reuters, il traffico nell’aeroporto di Dubai – normalmente il più trafficato al mondo per traffico internazionale – il 5 marzo era quasi raddoppiato rispetto al giorno precedente, pur restando intorno al 25% dei livelli normali.
Impatto sui collegamenti tra Europa e Asia-Pacifico
Le restrizioni negli hub del Golfo stanno colpendo in particolare le rotte tra Europa e Asia-Pacifico, dove i grandi vettori mediorientali svolgono un ruolo dominante.
Secondo i dati della società di analisi aeronautica Cirium:
| Rotta | Quota passeggeri operata dai vettori del Golfo |
|---|---|
| Europa – Asia | Circa 33% del traffico totale |
| Europa – Australia / Nuova Zelanda / Pacifico | Oltre il 50% del traffico totale |
La riduzione dei voli negli hub della regione sta quindi generando effetti a catena sull’intero sistema dei collegamenti intercontinentali, con cancellazioni, ritardi e riprogrammazioni su numerose rotte.
Doha ancora chiusa, voli straordinari da altre compagnie
Nel frattempo l’hub di Doha, in Qatar, rimane chiuso, anche se sono stati organizzati alcuni voli di soccorso in partenza da Oman e Arabia Saudita.
Alcune compagnie asiatiche stanno inoltre aumentando temporaneamente l’offerta per aiutare i viaggiatori bloccati:
| Compagnia | Rotta aggiuntiva | Periodo |
|---|---|---|
| Malaysia Airlines | Kuala Lumpur – Londra / Parigi | Da venerdì a domenica |
| SriLankan Airlines | Colombo – Londra | Domenica |
La situazione resta in continua evoluzione e le compagnie stanno aggiornando i propri operativi giorno per giorno, in attesa di una progressiva riapertura dello spazio aereo del Medio Oriente.
Leggi Anche: Cosa significa quando la Farnesina “sconsiglia” una destinazione?
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok