Pagamenti aziendali in trasferta cosa cambia (e cosa conviene sapere) nel 2026

Pagamenti aziendali in trasferta: cosa cambia (e cosa conviene sapere) nel 2026

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Pagamenti digitali 2026: dati Payments Summit e Osservatorio PoliMi, euro digitale, stablecoin e obbligo di tracciabilità per le trasferte aziendali. Guida per travel manager.

Il contante come protagonista degli scambi economici è ormai un ricordo. Lo confermano i dati presentati alla terza edizione del Payments Summit de Il Sole 24 Ore, l’appuntamento che ogni anno riunisce banche, istituzioni, operatori fintech e imprese per fare il punto sull’evoluzione dei pagamenti in Italia. Per chi si occupa di viaggi e trasferte aziendali, l’edizione 2026 ha offerto indicazioni molto concrete: dall’euro digitale alle stablecoin, fino alle nuove regole sulla tracciabilità delle spese di trasferta, che stanno già cambiando il modo in cui i travel manager gestiscono note spese e carte aziendali.

I numeri del sorpasso: pagamenti digitali oltre i 500 miliardi

Il quadro di mercato illustrato al Summit è stato confermato e ampliato dai dati più recenti dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, diretto da Ivano Asaro. Dopo il sorpasso storico registrato nel 2024, nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto un transato complessivo di 518 miliardi di euro, in crescita del 7% sull’anno precedente: il 45% dei consumi delle famiglie italiane passa oggi da carte e wallet, contro il 38% regolato ancora in contanti e il 17% coperto da bonifici e addebiti diretti.

A trainare la crescita sono gli “innovative payments”, cioè smartphone e wearable, arrivati a 84,9 miliardi di euro transati: nel 2025 sono 14 milioni gli italiani che hanno pagato almeno una volta con il telefono o un dispositivo indossabile, il 40% in più rispetto al 2024. Cresce a doppia cifra anche il Buy Now Pay Later, che tocca i 9,9 miliardi di euro (+45%), mentre il bonifico istantaneo si sta affermando come alternativa concreta ai circuiti tradizionali: secondo l’Osservatorio, il 69% degli italiani lo ha già utilizzato almeno una volta.

Per la direttrice dell’Osservatorio, Valeria Portale, la partita dei pagamenti non si gioca più solo sull’efficienza: stablecoin ed euro digitale aprono una fase in cui innovazione e indipendenza dei sistemi di pagamento europei diventano priorità strategiche, un tema che il Summit ha esplorato a fondo con i vertici di BCE, ABI, Accenture e KPMG.

Geopolitica dei pagamenti: euro digitale e stablecoin

Come ha ricordato Pasquale Ambrosio (Partner KPMG) al Summit, la frammentazione geopolitica successiva al 2022 ha cambiato il paradigma dei pagamenti: da infrastrutture globali costruite sull’efficienza a sistemi considerati asset strategici nazionali, fondati su resilienza e sovranità. In questo scenario si muovono in parallelo due dossier che riguardano da vicino anche il mondo corporate: l’euro digitale della Banca Centrale Europea e le stablecoin.

Sul fronte dell’euro digitale, il percorso normativo ha compiuto passi importanti nei mesi successivi al Summit. A metà luglio 2026 Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha reso noto che il Parlamento europeo ha approvato il proprio testo con una maggioranza vicina al 70%, aprendo formalmente la fase di trilogo con Consiglio e Commissione. Se l’iter legislativo si concluderà entro l’anno, la prima emissione della moneta digitale pubblica potrebbe arrivare nel 2029, con una fase pilota anticipata a metà 2027. Per le banche europee, l’investimento stimato dalla BCE oscilla tra i 4 e i 5,8 miliardi di euro complessivi, con costi contenuti per gli istituti minori grazie a un approccio infrastrutturale condiviso.

Sulle stablecoin, Federico Aondio (Accenture) le ha descritte come infrastrutture-ponte per far transitare liquidità nei pagamenti cross-border, integrabili con i gestionali aziendali per garantire istantaneità e programmabilità. Bancomat, tramite Emanuele Guzzoni, ha confermato investimenti su piattaforme di interoperabilità, mentre ABI, con Gianluca Tiani, ha sottolineato quanto oggi trasferire moneta fuori dall’Italia resti lento e costoso: un problema che le stablecoin, insieme ai nuovi rail di pagamento istantaneo, promettono di ridurre in modo significativo anche per le aziende con trasferte e fornitori internazionali.

L’impatto diretto sul business travel: tracciabilità obbligatoria e carte virtuali

Per chi gestisce viaggi d’affari e note spese, la trasformazione dei pagamenti digitali non è un tema astratto: nel 2026 è diventata anche un obbligo normativo. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto l’obbligo di pagamento tracciato per le spese di vitto e alloggio sostenute in trasferta — ristoranti, hotel e strutture ricettive — come condizione per mantenere la deducibilità fiscale dei costi e l’esenzione IRPEF dei rimborsi. Le spese pagate in contanti dal dipendente, anche se documentate da regolare fattura, rischiano quindi di perdere il beneficio fiscale sia per l’azienda sia per il lavoratore.

La conseguenza operativa è che le aziende stanno accelerando sull’adozione di carte aziendali, fisiche e virtuali, e di app di gestione delle note spese in grado di associare in automatico ricevuta e transazione tracciata. Le società di travel management e i grandi emittenti si stanno muovendo di conseguenza: American Express, con il direttore Corporate Corrado Soda, ha presentato al mercato italiano la soluzione Virtual Payment Next Generation, carte virtuali centralizzate generabili in pochi secondi, assegnabili a un dipendente in partenza con limiti di importo, durata e persino restrizioni per fornitore, utili ad esempio per rispettare policy di viaggio orientate alla sostenibilità. Le carte virtuali di questo tipo risultano già integrate con i sistemi delle agenzie di viaggio e con i gestionali aziendali, che riducono i tempi di riconciliazione e rischio di spese non tracciate.

Sullo stesso fronte si muovono anche le challenger bank e le piattaforme fintech nate per il mondo corporate, che offrono carte virtuali dedicate a categorie di spesa specifiche (hotel, carburante, trasporti) per semplificare la rendicontazione fiscale e ridurre la necessità di rimborsi sostitutivi in contanti, oggi sempre più penalizzati dal punto di vista fiscale.

Efficienza per pubblico e privato: dalla riscossione alle PMI

Il Summit ha dedicato spazio anche al lato “incassi” della digitalizzazione. Alessio Castelli (CBI) ha evidenziato come i nuovi sistemi di pagamento debbano garantire sicurezza ma anche rapidità di incasso e semplicità di riconciliazione per le imprese. Sul fronte pubblico, Michelangelo Quaglia, Chief Data Officer di PagoPA, ha confermato che i Comuni che hanno integrato la piattaforma nazionale riscuotono di più e prima, arrivando a intercettare il 50% delle entrate tributarie attraverso canali digitali.

Per le piccole e medie imprese, Marco Felletti (Qonto) ha osservato che il problema non è più la disponibilità di strumenti digitali, già ampiamente adottati, ma la loro mancata integrazione: terminali per bonifici esteri, gestione delle note spese e conti operativi restano spesso scollegati, generando inefficienze di tempo e scarsa visibilità sui flussi di cassa. Un’esperienza, quella della fatturazione elettronica, dimostra però che l’adozione può essere rapida quando l’innovazione porta un beneficio concreto e non è percepita solo come un obbligo.

Mobilità urbana e trasferte: pagamenti come infrastruttura intelligente

Un capitolo di forte interesse per chi organizza trasferte in città estere riguarda la mobilità urbana. Silvana Filipponi (Head of Global Payments Strategy di Arrive) ha presentato la piattaforma attiva in 90 Paesi e 20.000 città, che raggiunge oltre 60 milioni di utenti al giorno per semplificare sosta, ricarica elettrica, accesso alle zone a traffico limitato e pagamenti in-car. Per un dipendente in trasferta, il vantaggio è la possibilità di pagare parcheggio, ricarica o mezzi pubblici con un’unica interfaccia multicanale, indipendentemente dal Paese visitato.

Il valore per le aziende, ha aggiunto Filipponi, sta anche nella raccolta unificata dei dati di spesa: invece di centinaia di scontrini sparsi, un flusso digitale coerente che alimenta politiche di mobilità aziendale più predittive e dinamiche, un tema centrale anche per chi pianifica le policy di trasferta su più sedi e Paesi.

Le challenger bank utilizzabili per le spese di trasferta

Tra gli strumenti che i travel manager valutano sempre più spesso per dotare i dipendenti di carte tracciabili figurano le challenger bank italiane ed europee, sintetizzate nella tabella seguente.

Challenger bank Caratteristiche principali
Revolut Nata nel 2015 nel Regno Unito. Conti multivaluta, carte di debito e virtuali generabili in pochi secondi, investimenti in cripto e azioni: apprezzata da viaggiatori e professionisti per commissioni competitive.
Hype Joint venture tra Banca Sella e Fabrick. Conti correnti digitali, carte di debito, risparmio automatico e gestione spese via app, senza commissioni nascoste.
Illimity Fondata nel 2018. Banca digitale per privati e imprese con conti correnti, carte di credito e soluzioni di finanziamento dedicate a PMI.
Buddybank Progetto UniCredit pensato per l’uso esclusivamente da smartphone. Conti correnti, carte di debito e concierge disponibile 24/7.
Flowe Iniziativa del Gruppo Mediolanum orientata alla sostenibilità: carte biodegradabili e iniziative per la riduzione dell’impatto ambientale.

Cosa cambia in pratica per chi gestisce le trasferte

Il quadro che emerge dal Payments Summit 2026 e dai dati più recenti dell’Osservatorio Innovative Payments restituisce un settore in accelerazione su più fronti contemporaneamente: crescita strutturale dei pagamenti digitali, avvio della fase politica sull’euro digitale, primi investimenti su stablecoin e, non ultimo, un obbligo normativo di tracciabilità che riguarda direttamente ogni trasferta di lavoro. Per travel manager e uffici amministrativi, il messaggio pratico è chiaro: la scelta dello strumento di pagamento aziendale — carta fisica, carta virtuale, wallet o soluzioni di travel & expense management integrate — non è più solo una questione di comodità, ma una condizione per garantire deducibilità fiscale e conformità normativa alle trasferte 2026.

Leggi Anche: Beyond The Borders, il pagamento non è più la fine del processo, è l’inizio di tutto

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