Fabio De Santis MICE Rimini 2026

Rimini non è più solo mare: il turismo congressuale vale 2,1 milioni di presenze

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Rimini supera 2,1 milioni di presenze congressuali in un anno. Il Mice diventa leva di destagionalizzazione e riposizionamento della destinazione.

Oltre 2,1 milioni di presenze congressuali in un anno, pari al 14% delle presenze alberghiere annuali della provincia. Sono i numeri che raccontano la trasformazione di Rimini da destinazione prevalentemente balneare a polo sempre più rilevante per il turismo congressuale e fieristico.

A fotografare questa evoluzione è Fabio De Santis, direttore della divisione Event & Conference di Italian Exhibition Group (Ieg), intervenuto a The Exchange by Italian Knowledge Leaders, l’appuntamento organizzato da Convention Bureau Italia in programma a Rimini dal 31 agosto al 2 settembre. L’evento riunisce rappresentanti di associazioni scientifiche internazionali, destinazioni e operatori della meeting industry italiana.

Rimini oltre il turismo balneare

«Quella di Rimini come città legata esclusivamente agli ombrelloni, alla spiaggia e al divertimento è un’immagine superata», sottolinea De Santis.

Il cambiamento, secondo il manager, è il risultato di un percorso sviluppato nell’ultimo decennio attraverso investimenti pubblici e privati che hanno interessato il centro storico, il waterfront e le infrastrutture, insieme a una revisione delle politiche turistiche della destinazione.

L’obiettivo è stato quello di distribuire maggiormente i flussi turistici durante l’intero arco dell’anno, riducendo la dipendenza dalla stagionalità estiva. In questo processo, il comparto Mice ha assunto un ruolo strategico, affiancando al prodotto balneare quello congressuale, fieristico ed eventi.

Oltre 2 milioni di presenze congressuali

A quantificare il peso del settore è l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, secondo cui nella provincia di Rimini si registrano 2.115.534 presenze congressuali in un anno.

Oltre il 70% di queste presenze è generato dagli eventi ospitati nei centri congressi. Un dato significativo anche per la dimensione degli appuntamenti: la media è di 128 partecipanti per evento, contro gli 80 della media nazionale.

La permanenza media si attesta invece a 1,3 giorni, confermando il contributo del congressuale alla domanda alberghiera e all’economia dei servizi della destinazione.

All’interno di questo mercato, Italian Exhibition Group rappresenta uno degli attori principali grazie alle due grandi infrastrutture riminesi, il Palacongressi e il Quartiere Fieristico.

«Secondo il rapporto, il nostro business nelle due sedi di Rimini nel 2024 ha fatto registrare 1.186.945 presenze», spiega De Santis.

Un volume che evidenzia il ruolo delle infrastrutture Mice nel sistema turistico locale e la capacità di Rimini di intercettare sia eventi congressuali sia manifestazioni fieristiche.

La strategia passa dal lavoro di sistema

La crescita del turismo congressuale non è però riconducibile soltanto alla disponibilità di grandi venue. Il modello Rimini si basa sulla collaborazione tra istituzioni, operatori, enti di promozione e comunità professionale e scientifica.

«È il frutto di un’alleanza forte e determinata che sul territorio coinvolge l’amministrazione e gli enti di promozione, ma anche la preziosa attività degli Ambassador che nei rispettivi ambiti professionali promuovono la destinazione per eventi e congressi», afferma De Santis.

Un approccio che punta a costruire una proposta territoriale integrata, nella quale le infrastrutture congressuali rappresentano soltanto uno degli elementi dell’offerta.

A questa rete si aggiunge la sinergia tra attività congressuale e fieristica, considerata da Ieg un ulteriore fattore di sviluppo.

«C’è una forte sinergia operativa fra attività congressuale e fieristica, che è essa stessa generatrice di nuovo business», osserva il direttore di Event & Conference.

Un posizionamento che si inserisce inoltre in un quadro più ampio di crescita dell’Italia nella meeting industry internazionale, come evidenziato anche dal ranking ICCA.

Routes Europe e Velocity: quando l’evento diventa promozione

Il valore del Mice per una destinazione non si misura soltanto nel numero di pernottamenti generati. I grandi eventi internazionali possono diventare anche strumenti di promozione e posizionamento, portando in città una platea di professionisti e decision maker provenienti da diversi Paesi.

È il caso di Routes Europe, appuntamento dedicato agli stakeholder del trasporto aereo, che ha coinvolto manager di compagnie aeree e aeroporti internazionali, e di Velocity, evento europeo dedicato alla ciclabilità urbana.

«Gli eventi internazionali hanno un peso specifico diverso e più incidente a livello di numeri e di ricadute economiche», spiega De Santis.

Routes Europe ha portato a Rimini una comunità internazionale di professionisti, inserendo nel programma anche occasioni di conoscenza e fruizione del centro cittadino. Velocity ha invece coinvolto direttamente il territorio attraverso la Bike Parade, trasformando la città in parte integrante dell’evento.

Entrambi gli appuntamenti sono arrivati a Rimini attraverso processi di candidatura, che hanno richiesto il coinvolgimento delle amministrazioni e dei Knowledge Leaders locali.

Candidature e infrastrutture: la sfida del Mice internazionale

Proprio la capacità di candidarsi a ospitare grandi eventi rappresenta uno degli elementi determinanti nella competizione tra destinazioni.

Per intercettare congressi e manifestazioni internazionali non è infatti sufficiente disporre di una venue adeguata. Servono ricettività, collegamenti, infrastrutture, servizi, supporto istituzionale e una comunità scientifica o professionale in grado di sostenere la candidatura.

È la costruzione di questa rete, insieme alla capacità di presentare un’offerta territoriale coerente, a determinare la competitività di una destinazione nel mercato internazionale degli eventi.

Nel caso di Rimini, il processo si inserisce in una strategia più ampia di riposizionamento turistico, nella quale il Mice diventa uno degli strumenti per ampliare la domanda e rafforzare l’attrattività della città anche nei mesi tradizionalmente meno legati al turismo balneare.

Il turismo congressuale come leva per la destagionalizzazione

Il caso Rimini mostra quindi come congressi, convention, fiere ed eventi internazionali possano contribuire alla destagionalizzazione e alla diversificazione del prodotto turistico.

Le ricadute non riguardano soltanto le sedi congressuali e gli hotel, ma coinvolgono l’intera filiera: ristorazione, trasporti, commercio, servizi e attività legate all’accoglienza.

A questo si aggiunge un effetto meno immediato, ma strategico: la presenza di eventi internazionali consente alla destinazione di entrare in contatto con nuovi pubblici professionali e di aumentare la propria visibilità sui mercati esteri.

«È proprio questa capacità di lavorare come sistema ad aver accompagnato la trasformazione di Rimini da destinazione prevalentemente balneare a una delle realtà più dinamiche del turismo congressuale italiano», conclude De Santis.

Il Mice diventa così non soltanto un segmento dell’offerta turistica, ma una leva di sviluppo territoriale, capace di sostenere la domanda durante tutto l’anno e di contribuire al riposizionamento internazionale della destinazione.

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