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Venezia sotto assedio: l’ipotesi del super ticket da 50 euro per fermare il turismo “mordi e fuggi”

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Svolta Overtourism a Venezia: il neo sindaco Simone Venturini propone di alzare il ticket d'accesso fino a 50 euro. Ecco cosa cambia, le date e chi non paga.

Una svolta radicale per salvare Venezia dal turismo di massa. Il neo eletto sindaco della Laguna, Simone Venturini, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: portare il ticket d’accesso alla città fino a 50 euro nelle giornate da bollino nero.

L’idea è stata illustrata direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e promette di rivoluzionare la gestione dei flussi turistici nella città più fragile del mondo. Ma come funzionerebbe e cosa sta succedendo davvero a Palazzo Chigi?

Come funziona la proposta del “Super Ticket”

L’obiettivo del primo cittadino non è fare cassa, ma creare un deterrente reale ed efficace contro il turismo giornaliero (il cosiddetto “mordi e fuggi”), che congestiona le calli veneziane senza portare reale valore economico al territorio.

La nuova misura si baserebbe su un principio flessibile:

  • Tariffa dinamica: il prezzo oscillerà tra i 30 e i 50 euro in base al numero di prenotazioni registrate e alla criticità della giornata.
  • Chi è esentato: esattamente come oggi, non pagheranno i residenti nel Comune di Venezia e nella Regione Veneto, i lavoratori pendolari, gli studenti e i minori di 14 anni.
  • L’esenzione per chi pernotta: chi sceglie di soggiornare in una struttura ricettiva all’interno del comune sarà totalmente esentato dal ticket, poiché paga già la regolare tassa di soggiorno.

I dati della sperimentazione: perché i 10 euro non bastano più

La proposta di Venturini (che era già stata un cavallo di battaglia della sua recente campagna elettorale) nasce dall’analisi dei dati reali raccolti negli ultimi tre anni di sperimentazione del Contributo di Accesso (CdA):

  1. Nel 2024 (Anno 1): il ticket è partito in via sperimentale per sole 29 giornate, registrando 485mila paganti e un incasso di oltre 2,4 milioni di euro.
  2. Nel 2025 (Anno 2): i giorni di validità sono saliti a 54 (estendendosi anche ai venerdì), portando nelle casse comunali circa 5,4 milioni di euro grazie a oltre 720mila voucher staccati.
  3. Il trend del 2026: quest’anno il calendario approvato ha esteso l’obbligo a 60 giornate complessive (dal 3 aprile al 26 luglio).

I dati dei primi mesi del 2026 hanno evidenziato che i turisti continuano ad affluire in massa, preferendo pagare la tariffa massima attuale di 10 euro (prevista per le prenotazioni dell’ultimo minuto) piuttosto che rinunciare alla visita. Da qui la necessità, secondo la giunta, di alzare drasticamente l’asticella economica per scoraggiare gli arrivi last-minute.

Il nodo politico: la palla passa al Governo Meloni

Per trasformare l’ipotesi dei 50 euro in realtà non basterà un regolamento comunale. La questione dovrà approdare d’urgenza sul tavolo di Palazzo Chigi.

Il contributo d’accesso è stato infatti normato da una legge nazionale nel 2021, che lo ha equiparato al tetto massimo della tassa di soggiorno, stabilendo il limite invalicabile a 10 euro. Per quintuplicare la cifra servirà un nuovo decreto o una modifica legislativa in Parlamento. Chi non rispetterà le regole continuerà comunque a rischiare sanzioni pesanti, che attualmente variano da 50 a 300 euro.

Albergatori entusiasti, ma l’opposizione va all’attacco

Il fronte interno veneziano è spaccato. Da un lato ci sono gli operatori economici, che promuovono la linea dura del sindaco. Daniele Minotto, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), si è detto pienamente d’accordo:

“Il contributo d’accesso è una misura a cui abbiamo creduto fin dal 2018. Riteniamo necessario un passo avanti: è giusto che chi consuma la città contribuisca alla sua manutenzione, pulizia e ai servizi di alto livello”.

Di parere opposto le minoranze in Consiglio Comunale. Il dem Nicola Pellicani (Pd) ha bocciato sonoramente l’iniziativa:

“Il ticket finora non ha risolto nulla: non gestisce i flussi, non migliora la vita dei residenti e i costi di gestione azzerano gli incassi. Per aumentarlo a 50 euro serve una legge nazionale: voglio proprio vedere chi, in Parlamento, avrà il coraggio di votarla”.

Il dibattito sull’overtourism e sul diritto alla città è appena iniziato, ma una cosa è certa: l’estate 2026 segnerà il punto di non ritorno per il futuro di Venezia.

Leggi Anche: Ticket Venezia 2026: costo, date ed esenzioni

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