Oggi le Borse, e i CFO delle compagnie aeree, si sono svegliati con un sospiro di sollievo visto la tregua sul Golfo e la riapertura dello stretto di Hormuz. Ma fino a ieri le previsioni per i vettori erano nere come la pece. Secondo le proiezioni di Bank of America (BofA), infatti, il settore aereo potrebbe subire perdite per 148 miliardi di dollari se il prezzo jet fuel dovessero rimanere elevato.
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Le stime di perdite per le compagnie aeree secondo Bank of America
Se i prezzi del carburante per aerei dovessero raddoppiare rispetto ai livelli ipotizzati nelle previsioni precedenti – ovvero dagli 831 dollari per tonnellata prima della guerra ai 1.838 dollari di ieri – BofA stima che il settore potrebbe passare da un utile operativo previsto di 72,8 miliardi di dollari a una perdita di 148 miliardi di dollari. Una potenziale perdita che supererebbe i 111 miliardi di dollari persi dal settore durante la pandemia di Covid. Una perdita che colpirà soprattutto i vettori nordamericani che hanno coperto solo il 3% del loro fabbisogno di carburante grazie all’hedging rispetto alle compagnie aeree europee che sono meglio protette.
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Compagnie aeree: cosa fare per limare le perdite
Per limare le perdite o per raggiungere il pareggio le compagnie aeree dovrebbero probabilmente aumentare le tariffe del 20%, senza contare che anche le tariffe assicurative per il settore stanno aumentando. Ricordando che, come scritto più volte (leggi qui: Big money, small margin… E’ il business delle compagnie aeree, baby), il settore anche quando guadagna ha margini risicati. A fronte di investimenti milionari.
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