ryanair contro la francia e l'europa

Ryanair lancia l’ultimatum contro il paese “peggiore d’Europa”

In questo articolo

Ryanair attacca duramente la gestione dei cieli in Francia citando i dati shock del Senato di Parigi. Michael O'Leary chiede riforme immediate e tutele per i voli europei.

Nuova durissima offensiva di Ryanair contro l’intera infrastruttura del traffico aereo continentale. La compagnia low cost irlandese ha messo nel mirino il controllo del traffico aereo (ATC) francese e l’immobilismo della Commissione Europea, basando le proprie dichiarazioni su un documento ufficiale senza precedenti: un rapporto ispettivo del Senato di Parigi.

Secondo quanto emerso dalla relazione parlamentare transalpina, la gestione dei cieli francesi opera strutturalmente al di sotto della media europea. I dati aggregati evidenziano che i ritardi accumulati all’interno dello spazio aereo francese nel corso del 2025 sono aumentati del 60% rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019. Una deriva che, secondo le stime finanziarie fornite dal vettore, si è tradotta in un aggravio di costi complessivo pari a circa 800 milioni di euro a carico delle compagnie aeree operanti nel continente.

La lettera a Bruxelles e il durissimo scontro politico

La sferzata ufficiale è arrivata tramite un comunicato formale diffuso da Ryanair, che fa seguito a una lettera ufficiale indirizzata direttamente alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Allegata alla missiva vi è proprio la documentazione ufficiale del Senato francese, utilizzata dalla compagnia come prova inconfutabile di una crisi sistemica.

“Persino il Senato francese ammette ormai che il controllo del traffico aereo nazionale è ‘il peggiore d’Europa’ e che è costato alle compagnie ben 800 milioni di euro solo nell’ultimo anno. È ora che l’inutile von der Leyen smetta di fare vuoti discorsi sulla competitività e inizi finalmente a realizzarla.”

Michael O’Leary, CEO del Gruppo Ryanair

L’amministratore delegato della compagnia non ha risparmiato attacchi personali diretti alla guida dell’esecutivo UE, invitandola esplicitamente a rassegnare le dimissioni qualora si dimostrasse incapace di tradurre in riforme concrete le raccomandazioni del celebre “Rapporto Draghi sulla competitività europea“, pubblicato nel 2024. Sotto accusa vi è anche l’attuale impianto della tassa ambientale ETS (sistema di scambio delle quote di emissione), giudicato da Ryanair fortemente discriminatorio poiché applicato interamente sulle tratte a corto raggio intra-UE, lasciando esenti i collegamenti intercontinentali a lungo raggio.

I dati storici dei disagi e il peso dei cieli francesi

I problemi strutturali dello spazio aereo francese non rappresentano una novità isolata. Storicamente, la Francia costituisce il vero e proprio imbuto geografico dei cieli europei. Già i report consolidati rilasciati dall’agenzia paneuropea Eurocontrol avevano certificato criticità croniche: in una sola stagione estiva, i ritardi generati dal centro di controllo radar francese erano cresciuti del 50% su base annua, arrivando ad assorbire, da soli, quasi un terzo (circa il 33%) dell’intero ammontare dei minuti di ritardo accumulati nei cieli europei.

Indicatore di Performance Aerea Dato Rilevato / Impatto Stimato Fonte della Verifica
Incremento ritardi ATC Francia (2025 vs 2019) +60% Rapporto Ufficiale del Senato Francese
Costi extra totali stimati per i vettori (2025) 800 Milioni di Euro Analisi Ryanair su dati parlamentari
Quota francese sui ritardi aerei complessivi in UE Circa 33% (1 minuto su 3) Rilievi statistici Eurocontrol
Tendenza tariffe ATC francesi In forte aumento (allineate ai ritardi) Dossier di monitoraggio industriale

Le due richieste tassative alla Commissione Europea

Al di là dei toni polemici, Ryanair ha formalizzato due richieste regolamentari precise per mitigare i disservizi che colpiscono milioni di passeggeri, in larghissima parte non diretti in Francia ma bloccati a causa dei voli di sorvolo (i cosiddetti overflights).

La prima misura prevede l’introduzione dell’obbligo legale per tutti i fornitori di servizi di navigazione aerea (ANSP) di garantire la totale copertura del personale durante la delicata prima ondata di voli mattutini. Eventuali carenze di organico ripetute dovrebbero, nei piani, essere sanzionate con pesanti penalità pecuniarie a carico dei centri di controllo negligenti.

La seconda richiesta punta alla salvaguardia assoluta dei diritti di sorvolo durante le frequenti ondate di scioperi nazionali dei controllori di volo transalpini. Ryanair chiede che l’Europa adotti tutele simili a quelle già applicate con successo in Italia e in Spagna, dove la legge nazionale garantisce la continuità dei voli internazionali che transitano semplicemente sopra lo spazio aereo del Paese senza decollare o atterrare nei suoi scali, azzerando l’effetto domino sul resto del continente.

Leggi Anche: Ryanair, utili a rischio con la maxi-multa dell’Antitrust italiana

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