Dal 2 novembre il traffico aereo europeo è sotto pressione per un’ondata di allarmi bomba che, fino a oggi, si sono rivelati tutti falsi. Il picco è arrivato giovedì 5 novembre: almeno 25 voli coinvolti secondo il conteggio del Sole 24 Ore, 27 secondo altre ricostruzioni giornalistiche, con aerei deviati, scortati da caccia militari e ispezionati dagli artificieri una volta a terra. Dieci dei casi riguardano l’Italia. Nessun ordigno è stato trovato e non è stato segnalato alcun incidente. Per chi gestisce le trasferte aziendali il bilancio è fatto di ritardi, deviazioni su scali imprevisti e di una domanda concreta: quanto può durare e come ci si prepara.
Cosa è successo tra il 2 e il 5 novembre
L’ondata è iniziata lunedì 2 novembre, quando un volo Wizz Air da Londra Luton a Sofia è stato costretto a un atterraggio di emergenza a Budapest dopo una minaccia di bomba ricevuta durante il volo. Il giorno dopo, martedì 3, sono stati segnalati altri falsi allarmi su voli europei: quattro riguardavano Ryanair da Lisbona e da Dublino, due diretti a Roma Fiumicino e due a Sofia, a cui si sono aggiunti un Ryanair Manchester-Murcia e un Wizz Air da Bergamo a Sofia. Un volo da Dublino diretto a Fiumicino è stato scortato da due Eurofighter dell’Aeronautica Militare, secondo quanto riferito dall’ANSA.
Giovedì 5 novembre le segnalazioni si sono moltiplicate nell’arco di poche ore. Il primo caso italiano è stato il volo Finnair AY1761 da Helsinki a Fiumicino, con 144 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, atterrato regolarmente intorno alle 9.30 scortato da jet dell’Aeronautica Militare: bonifiche a bordo e sui bagagli hanno dato esito negativo. Nelle stesse ore un Airbus A320 Aer Lingus da Dublino a Roma, con 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, ha fatto rotta sulla base militare francese di Évreux-Fauville, scortato da un caccia Rafale. Un Airbus A321 Wizz Air decollato da Malpensa alle 7 e diretto a Varsavia è stato dirottato a Vienna: la compagnia ha parlato di dirottamento disposto secondo i protocolli di sicurezza.
Su Malpensa sono atterrati regolarmente, con gli artificieri della polizia in azione, anche l’Aegean Airlines A3552 da Salonicco e il Ryanair FR8953 da Porto. Nel primo pomeriggio un Ryanair da Pescara a Charleroi è stato interessato da un allarme scattato dopo il ritrovamento della scritta “bomba” nei servizi igienici dell’aereo, alle 13.13, come ha comunicato l’ufficio stampa dell’aeroporto belga riportato dall’ANSA. Fuori dall’Italia sono stati coinvolti voli in Bulgaria, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Belgio, Austria, Romania e Polonia.
La cronologia in sintesi
| Data | Volo o tratta | Esito |
| 2 novembre | Wizz Air Londra Luton-Sofia | Atterraggio di emergenza a Budapest, allarme falso |
| 3 novembre | Ryanair da Lisbona e Dublino (due per Fiumicino, due per Sofia), Ryanair Manchester-Murcia, Wizz Air Bergamo-Sofia | Tutti falsi allarmi; un Dublino-Fiumicino scortato da due Eurofighter |
| 5 novembre | Finnair AY1761 Helsinki-Fiumicino | Scortato da caccia, atterrato alle 9.30, bonifica negativa |
| 5 novembre | Aer Lingus Dublino-Roma | Dirottato a Évreux (Francia), scorta Rafale, 151 passeggeri |
| 5 novembre | Wizz Air W4 6387 Malpensa-Varsavia | Dirottato a Vienna |
| 5 novembre | Aegean A3552 Salonicco-Malpensa e Ryanair FR8953 Porto-Malpensa | Atterrati a Malpensa alle 9.33 e alle 10.22, controlli degli artificieri |
| 5 novembre | Ryanair Pescara-Charleroi | Falso allarme dopo la scritta “bomba” nella toilette |
| 5 novembre | Quattro voli per Praga, tre voli in Bulgaria (Sofia e Plovdiv), LOT Varsavia-Bruxelles, voli a Madrid Barajas | Controlli e ispezioni, nessun oggetto sospetto |
I numeri: quanti voli e quali scali
Il conteggio non è univoco, perché è cresciuto durante la giornata. In mattinata l’ANSA parlava di almeno 18 voli, di cui sei legati all’Italia: due diretti a Roma e quattro da o per Milano Malpensa. In serata il Sole 24 Ore è arrivato ad almeno 25 voli, dieci dei quali con l’Italia, mentre altre testate hanno riportato 27 casi. Gli episodi hanno toccato aeroporti in Spagna, Francia, Italia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Polonia e Austria. Tra le compagnie citate ci sono Ryanair, Wizz Air, Finnair, Aer Lingus, Aegean, LOT, easyJet, Air Europa, Air Serbia, Iberia, SAS: la minaccia, dunque, non si è limitata alle low cost. A Fiumicino l’impatto sulla circolazione è stato minimo, con un temporaneo blocco delle partenze. A Praga la minaccia anonima ha riguardato quattro aerei in arrivo e anche i locali dell’aeroporto Václav Havel; la polizia ceca ha giudicato bassa la credibilità delle minacce senza sottovalutarle.
Le mail e le indagini
Per i voli italiani tutto è partito da una mail anonima scritta in italiano, con oggetto “segnalazione di minaccia”, arrivata nelle prime ore del 5 novembre agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società dello scalo di Fiumicino. Il testo indicava due voli, Helsinki-Roma e Dublino-Roma, come obiettivi di ordigni, e si chiudeva con l’avvertimento che “il cielo sarà rosso”. Una mail analoga, secondo l’Adnkronos, sarebbe stata indirizzata all’Enac e avrebbe fatto scattare gli allarmi sui voli per Malpensa. Il messaggio era firmato “Combattenti dello Stato Maschile”.
Il nome rimanda a Muzhskoye Gosudarstvo, movimento russo ultranazionalista e misogino che, secondo l’ANSA, è stato fondato da Vladislav Pozdnyakov ed è stato bandito da un tribunale russo. Su questo punto però serve cautela: nessuna autorità ha confermato che le mail siano state inviate davvero da suoi appartenenti. Secondo le prime analisi, i messaggi sarebbero partiti da indirizzi compromessi o da servizi che garantiscono l’anonimato come Proton Mail, e la stampa riferisce che la mail di Fiumicino proveniva da un profilo intestato a una donna colombiana di Bogotà, con il sospetto che la firma sia stata usata da terzi.
In Italia lavora la polizia postale, con le prime informative trasmesse alle Procure competenti. Sono stati attivati i canali di cooperazione giudiziaria e di polizia tra i Paesi Ue per risalire ai server e agli indirizzi IP, e l’Europol si è detta pronta a sostenere le autorità nazionali se richiesto. Non si esclude un collegamento con i falsi allarmi dei giorni scorsi che hanno riguardato circa 280 scuole italiane, evacuate.
Le reazioni di istituzioni e compagnie
Il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha definito inaccettabile qualsiasi minaccia contro i civili, precisando che la Commissione segue la situazione con gli Stati membri e con l’EASA e che è ancora prematuro trarre conclusioni su un collegamento tra gli episodi. Bruxelles ha attivato il meccanismo di condivisione delle informazioni sulla sicurezza aerea. Un portavoce dell’EASA ha detto che i dirottamenti mettono pressione sull’intero sistema. In Italia il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è in contatto con Enac ed Enav. Sul piano politico il senatore Enrico Borghi, componente del Copasir, ha parlato di “guerra ibrida”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto di “guerra sotto soglia”: sono valutazioni, non conclusioni investigative.
Il numero uno di Air France-KLM, Ben Smith, ha dichiarato al Financial Times di non ricordare un simile livello di coordinamento, precisando che il gruppo non è stato finora preso di mira e che non c’è motivo di rallentare o ridurre i propri programmi di viaggio.
Cosa significa per il business travel
Il danno diretto, per ora, è contenuto: allarmi falsi, nessun incidente, aeroporti che hanno gestito le verifiche con effetti limitati sulla circolazione. Il rischio per le aziende sta altrove, nell’effetto a catena. Un volo deviato su uno scalo imprevisto, come la base militare di Évreux per i passeggeri del Dublino-Roma, significa ore di attesa, coincidenze perse e riunioni saltate. Una passeggera dello stesso volo ha raccontato all’ANSA di essere rimasta bloccata a bordo per ore.
Per i travel manager questo si traduce in alcune attenzioni pratiche: verificare con la propria TMC la capacità di localizzare in tempo reale i viaggiatori su voli coinvolti, ricordare ai dipendenti di conservare ricevute e documenti delle spese sostenute durante le deviazioni, prevedere margini nelle trasferte con appuntamenti vincolati e chiarire in policy chi autorizza un trasferimento di emergenza da uno scalo alternativo. Se le minacce continueranno, il tema della continuità operativa delle trasferte entrerà nei piani di duty of care più di quanto non sia già.
Diritti del passeggero: cosa spetta a chi viaggia
Il quadro è quello del Regolamento (CE) 261/2004. La Carta dei diritti del passeggero dell’Enac, come riportato dalla stampa, include gli “allarmi per la sicurezza” tra le circostanze eccezionali: di norma, quindi, la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro non è dovuta. Restano invece il diritto all’assistenza, cioè pasti e bevande in relazione all’attesa, albergo e trasferimento se servono pernottamenti e due comunicazioni, e, in caso di cancellazione, il diritto al rimborso del biglietto o a un volo alternativo. Per le aziende significa che le spese straordinarie vanno documentate e richieste al vettore.
Cosa non sappiamo ancora
Le autorità non hanno finora identificato i responsabili né confermato che dietro i diversi episodi ci sia un’unica regia: l’ipotesi di un coordinamento europeo è, per ora, una pista investigativa. Non è chiaro se la firma russa sia autentica, se vi sia un legame con le mail inviate alle scuole e se ci saranno nuove ondate. Il conteggio dei voli coinvolti potrebbe ancora cambiare con le verifiche. Sarà il lavoro delle Procure e della cooperazione tra i Paesi europei a dire se si tratta di un’azione organizzata o di una serie di emulazioni.
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