Il capitolo Alitalia si chiude definitivamente. Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di ITA Airways, lo ha detto chiaramente in un’intervista a La Repubblica: “Il marchio non tornerà in vita“. Una dichiarazione che segna una svolta rispetto alle aperture dei mesi scorsi, quando l’idea di reintrodurre il brand Alitalia sulle rotte internazionali sembrava concreta, con un dossier atteso tra il 2025 e il 2026.
Oggi il tono è cambiato. Nell’intervista di aprile 2026 ad Aviation Week, Eberhart ha spiegato che ITA ha già investito tempo, denaro e comunicazione nel proprio brand, ormai riconosciuto in Europa, e che eventuali elementi del vecchio marchio dovranno essere associati a contenuti positivi, liberamente tradotto ‘non ai tempi in cui Alitalia bruciava denaro pubblico’.
Restano però alcune aperture estetiche: la celebre “A” tricolore e l’iconografia degli anni Sessanta e Settanta potrebbero essere utilizzate per arricchire l’identità visiva di ITA, senza però resuscitare il nome. La compagnia aveva già lanciato l’iniziativa “Inspired by Alitalia“, con la scritta applicata sulla fusoliera di alcuni aeromobili della flotta.
Lufthansa sale al comando: verso il 90%
Sul fronte societario, la transizione procede spedita. L’attuale assetto vede il MEF con il 59% di ITA e Lufthansa con il 41%, ma sono previste opzioni di acquisto che permetterebbero al gruppo tedesco di salire progressivamente fino al 90%, con l’accordo che prevede una possibile presenza dello Stato italiano fino al 2033 con un’ultima quota del 10%.
Eberhart ha dichiarato di auspicare che quella quota residua rimanga nelle mani del governo italiano, a presidio dell’italianità della compagnia.
Il nodo cherosene: Fiumicino-Civitavecchia, un asse strategico
Uno degli elementi più originali emersi dall’intervista riguarda l’approvvigionamento di carburante. La vicinanza tra l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino e il porto industriale di Civitavecchia costituisce per ITA Airways un vantaggio competitivo concreto rispetto agli altri vettori del Gruppo Lufthansa — Swiss a Zurigo, Lufthansa a Francoforte, Austrian a Vienna — tutti più lontani da uno sbocco marittimo diretto.
ITA è diventata “operatore carburante” in proprio, acquistando jet fuel direttamente dal Nord Africa e dalla Norvegia, eliminando i costi degli intermediari.
Motori fermi: 18 aerei a terra per colpa di Pratt & Whitney
La crisi dei motori Pratt & Whitney GTF continua a pesare sulla flotta. Eberhart ha confermato che 18 aerei sono attualmente fermi per problemi ai motori PW GTF, ovvero i PW1100G e PW1500G installati su Airbus A220 e sulla famiglia A320neo. I tempi di revisione, ha spiegato l’AD, si sono allungati fino a 12-15 mesi, ben oltre i 10 mesi inizialmente stimati da Pratt & Whitney.
Il difetto è riconducibile a un problema di qualità nella produzione della cosiddetta “powder metal” utilizzata nei dischi del compressore, che causa microfessurazioni e usura precoce, imponendo ispezioni straordinarie e la sostituzione dei componenti. Le perdite stimate superano i 150 milioni di euro.
La risposta: più widebody e rotte intercontinentali
Di fronte al blocco del corto-medio raggio, ITA accelera sul lungo raggio. La strategia presentata al Gruppo Lufthansa punta all’acquisizione di 7 aeromobili widebody — preferibilmente Airbus A350-900 — che porterebbero la flotta da 23 a 30 velivoli a fusoliera larga, con autonomia ottimale per le rotte transcontinentali tra le più redditizie.
ITA Airways conta oggi una flotta di 107 aeromobili e serve 74 destinazioni, con hub principale a Fiumicino e focus city a Milano Linate.
Osaka nel mirino, Newark possibile
Lo sviluppo del network guarda all’Estremo Oriente: Osaka è indicata come possibile nuova destinazione nei prossimi cinque anni, destinazione di punta anche per il turismo outgoing italiano. Sul fronte americano resta aperta l’ipotesi Newark.
Dal 1° aprile 2026 ITA Airways è entrata in Star Alliance e ha adottato il programma fedeltà Miles & More, lo stesso dell’intero Gruppo Lufthansa. Un altro tassello che consolida l’integrazione, e che rende sempre più definitivo l’addio al passato.
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