L’Entry/Exit System continua a far discutere e a creare forti disagi nei principali scali del Continente. A quattro mesi dal lancio ufficiale avvenuto lo scorso 10 aprile, i grandi aeroporti d’Europa si trovano costretti a disattivare sistematicamente il sistema di controllo automatizzato per gli ingressi nell’area Schengen riservato ai viaggiatori provenienti da Paesi extra Ue. Un esito ampiamente preannunciato: sia le compagnie aeree sia le società di gestione aeroportuale avevano ripetutamente sollevato allarmi verso l’esecutivo dell’Unione Europea sui rischi di congestione operatività in vista della stagione estiva.
I tempi di attesa generati dalla rilevazione biometrica automatizzata hanno raggiunto livelli insostenibili per la regolarità dei flussi. Per evitare il blocco totale dei terminal durante i picchi di traffico, la gestione dei valichi di frontiera ha iniziato a spegnere i dispositivi EES al superamento dei livelli di guardia.
Da Francoforte a Parigi: stop alla biometria nei momenti di picco
La disattivazione temporanea dei controlli biometrici non rappresenta un caso isolato, ma una prassi che sta coinvolgendo i più importanti nodi di scambio del Continente. Hub come Francoforte, Bruxelles, Milano e Parigi-Charles de Gaulle stanno applicando la sospensione procedurale ogni volta che i valichi di frontiera mostrano i primi segni di saturazione.
L’interruzione temporanea dei rilevamenti automatizzati consente alle forze di polizia e agli operatori di frontiera di ripristinare i controlli manuali tradizionali, riducendo le code che rischiano altrimenti di ripercuotersi sui tempi di imbarco e sulle coincidenze dei voli.
Deroga della Commissione Ue e richiesta di proroga oltre settembre
La decisione di sospendere i rilievi EES rientra in una misura concessa dalla Commissione Europea per gestire circostanze definite eccezionali, con una scadenza inizialmente fissata al 6 settembre. Tuttavia, le criticità strutturali e la lentezza operativa mostrate dal sistema stanno spingendo diverse amministrazioni nazionali ad assumere una posizione netta.
Otto Stati membri dell’Unione Europea, ai quali si è unita anche la Svizzera, hanno già presentato formale richiesta a Bruxelles per estendere la deroga ben oltre la data prescritta del 6 settembre. Senza un rinvio o una revisione complessiva delle architetture digitali ai valichi, il rischio di paralizzare il traffico passeggeri internazionale lungo tutto il periodo autunnale appare concreto.
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok