Il caro carburante torna a mettere sotto pressione il trasporto aereo e potrebbe tradursi in biglietti più costosi già dall’inizio del 2027. A lanciare l’allarme è Joerg Eberhart, amministratore delegato di ITA Airways, che in un’intervista a La Stampa, realizzata a margine dei Portofino Talks, ha indicato nel prezzo del jet fuel uno dei principali fattori di rischio per il settore nei prossimi mesi.
“Il jet fuel, il carburante, pesa per un terzo dei nostri costi. Se sale del 50 per cento, significa un aumento di 500 milioni l’anno”, ha spiegato Eberhart.
Una parte dell’esposizione della compagnia è coperta attraverso operazioni di hedging, ma la protezione non riguarda l’intero fabbisogno. Per la quota non coperta, ITA Airways resta quindi esposta alle oscillazioni del mercato.
“Una parte delle spese è coperta con l’hedging, con i derivati che compriamo, ma stiamo parlando soltanto di una quota: sul resto siamo esposti. Non c’è altro modo che adeguare le tariffe”, ha sottolineato l’ad.
ITA Airways: possibili rincari dei biglietti dal 2027
Il possibile effetto sui passeggeri è quindi già all’orizzonte. Eberhart prevede un adeguamento delle tariffe a partire da gennaio 2027, qualora il livello dei prezzi energetici restasse elevato.
Non si tratta, almeno per ora, di una percentuale di aumento già definita. L’ad ha infatti spiegato che la compagnia procederà monitorando l’andamento del mercato e la risposta della domanda.
“Speriamo che la domanda tenga, è fondamentale. Aumentare i biglietti ha un limite, non vorremmo trovarci in una situazione di stallo. Quindi facciamo piccoli passi, per vedere come reagisce il mercato e come si comportano gli altri”, ha dichiarato Eberhart.
Una dinamica che interessa l’intero comparto del trasporto aereo. “Penso che tutti siano nella stessa situazione”, ha aggiunto il manager, sottolineando come il trasferimento sui prezzi rappresenti una conseguenza della quota di costi che le compagnie non riescono a neutralizzare attraverso le coperture finanziarie.
Per il business travel, il tema assume particolare rilevanza perché l’eventuale aumento delle tariffe arriverebbe in un mercato nel quale le aziende stanno già monitorando con attenzione costi e budget di viaggio. Il nodo, per le compagnie, sarà trovare un equilibrio tra recupero dell’aumento dei costi e capacità della domanda di assorbire prezzi più elevati.
L’appello di Eberhart all’Europa
Il numero uno di ITA Airways guarda anche alle istituzioni europee. Se i prezzi dell’energia dovessero mantenersi elevati, secondo Eberhart il settore potrebbe trovarsi davanti a una situazione difficile da sostenere.
“Prima o poi, se i prezzi non scendono, tutti avranno bisogno di aiuti, perché diventa una situazione non sostenibile. Non dico che abbiamo davanti uno scenario come il Covid, ma non si può escludere una crisi“, ha affermato.
L’ad invita quindi a considerare il tema non soltanto dal punto di vista della singola compagnia, ma come una questione che riguarda la competitività dell’intero sistema europeo del trasporto aereo.
ITA Airways: “Siamo una compagnia solida”
Nell’intervista Eberhart ha affrontato anche la situazione della compagnia a cinque anni dalla nascita di ITA Airways e dalla chiusura di Alitalia.
Il manager definisce solida la posizione raggiunta da ITA, attribuendola anche alle sinergie rese possibili dall’ingresso nel Gruppo Lufthansa. Tra gli elementi del modello operativo cita inoltre la flotta composta esclusivamente da Airbus e la concentrazione delle attività sull’hub di Roma Fiumicino.
Con una flotta di circa 100 aeromobili, secondo Eberhart, la compagnia non avrebbe oggi la massa critica necessaria per gestire due hub. Milano resta tuttavia un mercato di grande interesse per ITA, soprattutto per la densità e il potere d’acquisto del bacino.
Malpensa, possibile secondo polo ma servono investimenti
Ed è proprio Malpensa a rappresentare uno dei temi strategici affrontati dall’ad.
Lo scalo lombardo, secondo Eberhart, presenta caratteristiche interessanti ma non dispone attualmente di un vettore di riferimento, di una base o di un hub carrier in grado di svolgere questo ruolo. ITA Airways è invece oggi concentrata su Linate.
Un eventuale sviluppo della presenza a Malpensa dipenderebbe quindi, secondo il manager, dagli investimenti realizzati sull’aeroporto.
Resta inoltre aperto il tema della quinta libertà per i vettori extraeuropei. Eberhart si è espresso criticamente sull’ipotesi di ampliare questa possibilità, perché consentirebbe ai vettori non Ue di imbarcare passeggeri a Malpensa diretti verso un Paese terzo, aumentando la concorrenza sulle rotte internazionali.
“Concederla a loro non ci conviene“, ha dichiarato l’ad, secondo quanto riportato da La Stampa, aggiungendo che una simile apertura potrebbe rendere più difficile per ITA entrare e crescere su determinati mercati. La questione, ha sottolineato, dovrà essere affrontata con le autorità.
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