Bit 2024: si celebra il ’23 ma il boom dei prezzi e quello delle low cost preoccupa

06/02/2024
L'inflazione su tutti i segmenti di viaggio - hotel e food in particolare - e l'offensiva delle compagnie a basso prezzo preoccupano il turismo organizzato e le Travel Management Company

Lo aveva denunciato proprio un anno fa Franco Gattinoni, presidente Fto e titolare e fondatore dell’omonima TMC – e pure qui – e l’avevamo scritto anche noi: l’Italia, che per qualità del prodotto e, anche, per i prezzi, si avvia a diventare sempre di più una destinazione di lusso, sul volato continua ad affidarsi sempre di più alle low cost.

Che ormai dominano i cieli italiani, “con il 71% di tutti i voli programmati nel 2024, con Ryanair a balzare dal 29% al 40% dei voli totali e ITA, invece, a scendere, anche a causa di una maggior offerta dei voli totale, visto che si sono raggiunti i volumi del 2019, dal 12 al 9%” ci ha raccontato a noi di BusinessMobility.Travel Michele Mauri, managing director di Alix Partners, specializzato nel mondo delle compagnie aeree, intervistato a margine del panel “Aviation tra picchi di domanda, pricing e offerta sotto stress.

Come fare quadrare il cerchio?” al quale, oltre a Mauri, hanno partecipato Tommaso FumelliVP Sales ItalyITA Airways, i massimi rappresentati di due gds, Francesca BenatiSenior Vice President Travel Sellers Europe & Managing Director Italy, Amadeus e Paola De Filippo, Gerente General, Sabre Italia, Andrea Tucci, Vice President Aviation Business Development, SEA Aeroporti di Milano e  Claudio Cristofaro, Titolare di Contur.

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Uno spettro aleggia sull’Italia…

La grande offensiva dei voli low cost sull’Italia, “che poi non sono poi tanto low cost come ha sottolineato Sandro PalumboResponsabile Business Travel, Welcome Travel Group nel panel “Voli, treni e hotel: i viaggi delle PMI nel 2024”, affermando che “le aziende stanno usando le low cost il 15% in più rispetto a prima, ma con costi aumentati del 44%“.

Per il mondo del turismo organizzato e dei viaggi d’affario è una iattura, per la difficoltà di gestire queste prenotazioni, le eventuali riprotezioni, l’assenza di ogni rimunerazione da parte del vettore e la difficoltà di programmare i voli pianificati sempre meno per tempo, con scarse frequenze – a parte qualche lodevole low cost… – e più a rischio cancellazione rispetto alle legacy.

“Abbiamo lasciato il paese in mano alle low cost” rincara la dose Massimo Di PasqualeHead of National Sales & Account ManagerUvet GBT, che ha partecipato allo stesso incontro di Palumbo. Con tutti i partecipanti al panel – ovvero Paolo BertolaDirettore Commerciale e Service DeliveryACI blueteam,  Elena CarlinoCommercial Director – Business Travel Dept.Gruppo Gattinoni e Giorgio Garcea, Chief Commercial & Operations Officer Cisalpina Tours, ad alzare le mani sconsolati nel dire che “spesso le aziende non hanno scelta e devono scegliere le low cost perché sono le uniche che volano nella destinazione dove devono mandare i loro dipendenti“.

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“Problema” incoming

Oltre al volato sempre più low cost, la grande incognita per l’andamento dei prezzi del 2024, e quindi dei viaggi, e di quelli aziendali in particolare, è l’andamento dell’inflazione che, se sui voli dovrebbe attenuarsi, sul food e sugli alberghi metterà ancora pressione sui budget di viaggio delle aziende, a causa anche di un vero e proprio boom del turismo incoming, soprattutto nelle città d’arte.

Tra cui nei panel sopra citati si annovera ormai a pieno titolo anche Milano, prima dell’Expo vista come città business: “e per la quale i viaggiatori d’affari si trovano in travel policy dei cap per dormire di 130 euro, mentre ora il prezzo medio è 250 euro…comportando anche processi autorizzativi più lunghi e, necessariamente, un downgrading o l’allontanamento dal centro della scelta di alloggio“, dice uno sconsolato Di Pasquale che, però, come tutti i colleghi del suo panel, insiste sul fatto che: “il travel management è cambiato con la pandemia e ci chiedono sempre di più, per l’assistenza, la sicurezza dei viaggiatori e il loro benessere. Ma non possibile farlo ai prezzi di prima. Dobbiamo far valere la nostra sempre maggiore consulenza e farcela pagare . Così come la capacità di intervenire sulle urgenze“.

Che sono sempre di più come ha affermato mister Wolf, ovvero Claudio Cristoforo di Contur, che in un panel dove, giustamente, si celebravano gli ottimi numeri del comparto nel 2023, ha voluto mettere l’accento “sulla crescita esponenziale di problemi nei viaggi aerei. Dove l’intelligenza artificiale non riesce a intervenire,. Anzi riprotegge i viaggiatori in modo assurdo. Tanto che noi dobbiamo lavorare il doppia per risolvere la situazione“. Mister Wolf said.

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